di Andrea Fantucchio
Il processo sulla strage del bus dell’Acqualonga potrebbe essere a un bivio decisivo. Come anticipato dal procuratore capo di Avellino, Rosario Cantelmo, nell’ultima udienza. Cantelmo ha chiesto di acquisire due documenti che potrebbero rivelarsi davvero rilevanti per la ricostruzione di quanto accaduto quel tragico 28 luglio 2013. Si tratta di una perizia redatta nel procedimento civile, annesso all’incidente, e di un video realizzato dal sovrintendente capo della Questura di Vicenza, Carlo Alessandro Zadra, già escusso.
La consulenza è stata redatta dal collegio peritale incaricato dal giudice, Pasquale Russolillo, che presiede il processo civile. Si tratta di una relazione che permetterebbe di far luce sulla dinamica dell’incidente. E chiarire, fra le altre cose, due aspetti ritenuti rilevanti: la condizione delle barriere e le condizioni del bus. Così da permettere al giudice Luigi Buono di avere una lettura più chiara dell’accaduto. Questo almeno è quanto si auspica la Procura. E' chiaro che l'ultima parola sull'acquisizione spetti proprio al magistrato.
L’autista – per i consulenti - si è reso conto dell’impossibilità di frenare, dopo il distacco del semigiunto dalla linea di trasmissione. Un fattore che avrebbe finito inevitabilmente per danneggiare, fra le altre cose, anche il freno di stazionamento e la valvola a quattro vie che regola la portata dell’aria compressa al circuito dei freni anteriori e al circuito dei servizi secondari. Un guasto che avrebbe causato anche il sovraccarico di altre componenti meccaniche. Fattori che, uniti al tamponamento del bus con altri mezzi, avrebbero ridotto di molto la velocità del pullman. Incidenti resi inevitabili dal fatto che lungo il viadotto non c’era corsia d’emergenza. E le auto erano incolonnate per alcuni lavori. Al momento dell’impatto dunque, questo sostengono i tecnici, delle barriere in condizioni ottimali avrebbero dovuto contenere l’urto.
Il documento affronterebbe anche la condizione delle barriere che non sarebbe stata ottimale al momento dell’urto col bus. E’ chiaro quindi si tratti di una relazione che, qualora fosse acquisita, potrebbe offrire al giudice un decisivo supporto della lettura dei fatti. O spingerlo persino a chiedere un’ulteriore e decisiva perizia. Il magistrato si è riservato la scelta. Potrebbe arrivare già alla prossima udienza fissata per il 28 marzo.
