di Gianni Vigoroso
E’ irpino, originaria di Villanova del Battista, paese dove ha vissuto fino a due anni fa, il funzionario di Polizia che ha evitato una vera e propria tragedia, nel giorno di pasquetta, a Guardavalle, in provincia di Catanzaro
Francesca Roberto, nipote del vicario della diocesi di Ariano Irpino Antonio Blundo, dirigente delle Volanti della Questura di Vibo Valentia, sebbene fosse libera dal servizio, si è trovata nel posto giusto e al momento giusto, mentre era in atto una violenta lite di vicinato culminata in una sparatoria.
Vittima l’ex sindaco del comune catanzarese Giuseppe Tedesco, la cui abitazione è stata raggiunta da un colpo di arma da fuoco che lo ha centrato alla spalla.
Gli spari hanno attirato l’attenzione della poliziotta irpina, la quale è intervenuta con immediatezza allertando le forze dell’ordine e bloccando con grande coraggio e tempismo l’autore della sparatoria che nel frattempo si era barricato nella propria autovettura dopo essersi sparato un colpo al torace in casa. Sul posto sono giunti i carabinieri della Compagnia di Soverato e l’eliambulanza del 118 che ha provveduto a trasferire Tedesco in ospedale, a Catanzaro. L’ex sindaco è in prognosi riservata e nella notte è stato sottoposto anche ad un delicato intervento chirurgico. Gravi anche le condizioni dell’autore del gesto, piantonato in ospedale dai carabinieri in stato di arresto.
I carabinieri del nucleo investigativo insieme ai militari del reparto operativo della compagnia di Soverato, hanno ricostruito nei dettagli le varie fasi dell’accaduto.
L’uomo, dopo aver sparato dal balcone con un fucile, si era successivamente esploso un colpo di arma da fuoco nella sala da pranzo della sua abitazione prima di rifugiarsi in auto. Le prime cure prestate dalla poliziotta e dai sanitari intervenuti, gli avrebbero salvato la vita, facendolo desistere da un ulteriore gesto in preda alla follia. Sequestrata una pistola con matricola abrasa nella sua abitazione, altre armi invece erano regolarmente detenute.
La storia del Commissario Capo della Polizia di Stato Roberto Francesca dimostra come tenacia e caparbietà nel voler raggiungere un risultato siano ripagate.
Laureatasi nel 2003 in scienze internazionali e diplomatiche all’Università “Orientale”di Napoli, tra i suoi obiettivi lavorativi c’era la carriera diplomatica. Dopo aver partecipato alla Sioi vince un Master in markering territoriale e Net Community presso la Comunità Montana dell’Ufita ed abbandona il sogno internazionale per dedicarsi allo studio della sua amata terra. Inizia così la sua collaborazione a diversi progetti con la Comunità Montana dell’Ufita, tra i quali il Pir Alba, dando prova di grande spirito d’iniziativa e professionalità.
Collabora inoltre come segretaria ed assicuratrice con diversi studi in Ariano Irpino dove per alcuni anni è impegnata anche in qualità di docente esterno ai Corsi Post-Qualifica presso un Istituto Superiore Professionale.
Nel 2007 partecipa al concorso per 40 Commissari della Polizia di Stato, classificandosi 42°, risultando idonea alla selezione di merito. A gennaio 2014viene convocata per partecipare al Corso per Commissari della Polizia di Stato e si trasferisce quindi a Roma presso la Scuola Superiore di Polizia per la frequenza del corso di formazione.
Da una sua idea nasce e si sviluppa, sotto la direzione degli Affari Generali della Polizia di Stato e con la collaborazione della facoltà di Informatica dell’Università di Fisciano, il progetto della creazione del sito internet del Sacrario della Polizia di Stato.
Una idea progettuale che parte da Villanova del Battista dove Roberto ha trascorso la sua infanzia proprio in Via Francesco Cusano, Vice Questore della Polizia di Stato tragicamente morto in servizio durante gli anni di piombo. All’interno del Sacrario situato nella Scuola Superiore di Polizia cercando la “mattonella” con il nome del V.Q.A. Cusano, originario di Ariano Irpino, Roberto ha avuto l’idea di rendere fruibile il Sacrario anche dall’esterno, con la creazione di un applicativo multimediale affinché potessero essere conosciute le gesta eroiche di poliziotti che in servizio hanno perso la loro vita per la salvaguardia dei cittadini e delle istituzioni.
Durante il secondo anno di corso presso la Scuola Superiore il Commissario Roberto consegue il brevetto di pilota di Aeromobili a Pilotaggio Remoto e presenta una tesi per l’impiego operativo dei sistemi aeromobili a pilotaggio remoto nei servizi di Polizia.
Successivamente al corso di formazione la prima sede operativa del Commissario Capo Francesca Roberto è la Questura di Vibo Valentia, dove il Questore Filippo Bonfigliole affida la dirigenza dell’Ufficio Immigrazione; Il commissario capo Roberto immediatamente si dimostra attenta alle problematiche dei cittadini stranieri e proprio in occasione delle procedure emergenziali attivate durante gli sbarchi di migranti riesce a trovare il giusto equilibrio per dirigere le fasi di preidintifacazione ed accoglienza con un non comune spirito di servizio, responsabilità ed umanità, dimostrando sempre grande attenzione per i minori e le famiglie cui consegna vestiti e giocattoli fornitele anche da alcune parrocchie irpine.
Diverse sono le sue collaborazioni con le direzioni centrali della Polizia di Stato, dalla realizzazione di un video sull’uso consapevole dei Social per gli appartenenti alle Forze di Polizia e alle Forze Armate, alla partecipazione con la direzione centrale anticrimine sulla sperimentazione per l’utilizzo dei droni nella Polizia di Stato. A tal proposito la direzione centrale anticrimine le ha affidato la presentazione ufficiale del secondo Prontuario della Polizia di Stato sull’utilizzo dei droni avvenuto nel corso della manifestazione a carattere nazionale denominata “Roma Drone Conference” il 22 febbraio scorso.
Da ultimo come riportato nell’articolo il Commissario Capo si è distinta durante le festività pasquali appena trascorse quando, libera dal servizio e senza arma, è riuscita a disarmare, grazie alla sua opera di negoziazione, un uomo che in preda alla follia aveva sparato al proprio vicino di casa. Non appena disarmato il soggetto pericoloso il Commissario si accorgeva che lo stesso presentava una ferita da arma da fuoco al torace e pertanto si prodigava a fermare l’emorragia dell’assalitore sino all’arrivo del servizio 118.
