di Andrea Fantucchio
Un processo che potrebbe lasciare il segno per l'eco mediatica che l'ha preceduto. Il procuratore capo, Rosario Cantelmo, e il sostituto, Antonella Salvatore, hanno chiesto il giudizio immediato per i due indagati nell'inchiesta su una presunto giro di diplomi falsi fra Avellino e provincia. Il gip, Vincenzo Landolfi, ha scelto il 20 giugno come data di inizio del procedimento penale che sarà celebrato dinanzi al collegio giudicante presieduto dal magistrato Roberto Melone. Ora le difese, affidate agli avvocati Gerardo Di Martino, Giovanni Iacobelli, Generoso Pagliarulo e Giuseppe Saccone, potranno decidere se scegliere dei riti alternativi.
Gli indagati sono accusati a vario titolo di corruzione e falsità materiale in atto pubblico commessa da un pubblico ufficiale. Si tratta di A.P, 67enne di Avellino, collaboratore esterno della Cisl finito al centro di un servizio di denuncia di Striscia la Notizia, e del 37enne B.A. che svolgeva il ruolo di esaminatore in un istituto di formazione privata al centro del capoluogo irpino.
Per l'accusa A.P., attualmente ai domiciliari, avrebbe promesso a una donna titoli utili per vincere il concorso per il personale Ata in cambio di 2300 euro, facendosi consegnare parte della somma come anticipo. Fra i diplomi forniti ci sarebbe anche una patente europea sottoscritta da B.A., senza che la candidata abbia mai sostenuto i corsi o l'esame. Il collaboratore esterno della Cisl avrebbe ottenuto parte dei titoli, fra i quali una qualifica di operatore di servizi sociali, grazie alla collaborazione di una scuola di Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta.
Gli inquirenti di Palazzo De Marsico continuano a indagare su una rete più ampia che potrebbe coinvolgere altre province. Il nucleo investigativo provinciale dei carabinieri, coordinato dal capitano Quintino Russo, ha già esaminato decine e decine di verbali d'esame, attestati formativi, patenti europee. Elementi inseriti in un fascicolo che conta già centinaia di pagine.
La Procura ha focalizzato la sua attenzione sull'attività svolta da numerosi istituti di formazione privata e da collaboratori di enti che potrebbero aver gestito l'attività di compravendita dei titoli fasulli. I compratori ideali sono rappresentati da tutti quei laureandi pronti a tutto, anche a un imbroglio, pur di vincere i concorsi e affermarsi nel mondo del lavoro. Dopotutto, come svelato dalle intercettazioni, i prezzi dei diplomi erano tutt'altro che proibitivi: poche centinaia di euro per "portarsi a casa" patenti europee e specializzazioni che sarebbero costate mesi e mesi di studio.
E' chiaro che un mercato così vasto potrebbe far gola a tanti. Lo pensano anche gli inquirenti avellinesi coordinati da Cantelmo che non hanno mai smesso di lavorare per risalire all'identità dei complici che, nel casertano, avrebbero collaborato con A.P. per procurare i titoli fasulli.
All'indomani dello scandalo creato dal servizio di Striscia la Cisl di Avellino, rappresentata dall'avvocato Ennio Napolillo, aveva sporto denuncia per auto-tutelarsi dal rischio che ci fossero altri “collaboratori infedeli” del sindacato. Quella denuncia e la successiva inchiesta sono infatti stati un terremoto che ha già spinto numerosi enti ad avviare indagini interne per accertare eventuali comportamenti come quelli denunciati.
