di Andrea Fantucchio
Rapporti sessuali sotto il bancone mentre nel locale i ragazzi giocavano a carambola. Clienti che ordinavano il caffè e poi “godevano” del resto: palpatine, baci, sesso con delle minorenni che, spesso, acconsentivano per problemi economici. Una ricostruzione a tratti sconvolgente quella che emerge nelle quarantasei pagine di motivazioni della sentenza che è costata dieci anni e quattro mesi al titolare del circolo l'Incontro di Avellino e due anni con pena sospesa all'87enne di Lapio, cliente abituale, accusati di prostituzione minorile.
Nella sentenza si ripercorre l'inchiesta nata dall'indagine su degli incontri erotici che avevano come protagonisti dei ragazzini. Tre minori – a maggio del 2016 – avevano raccontato ai carabinieri di Solofra di avere avuto rapporti sessuali con uomo anziano conosciuto nel circolo «L'incontro» di Via Vasto. Poi il fratello di uno dei tre aveva inconsapevolmente fatto nascere l'altra indagine, raccontando di come il titolare del locale avesse proposto alla sua ragazza di lavorare per lui, facendosi toccare dai clienti e accettando le richieste di appuntamenti.
I carabinieri avevano ascoltato una sedicenne che descriveva di essere stata convinta a lavorare con un'amica al circolo. Dovevano «portare il caffè ai clienti, badare al locale quando lui non c'era e “fare le carine”».
Più esplicito – secondo il racconto della giovane – era stato proprio uno dei clienti. L'87enne le aveva spinte a «godersi la vita», aggiungendo che era «meglio stare con un uomo che sapeva come fare». Prima di andare al piano di sopra. Dove le avrebbe toccate sulle cosce e poi forzate a baciarlo, lasciando un “regalo” di venti euro.
Le ragazze (difese dagli avvocati Romeo Barile, Marino Capone, Giovanni D'Ercole, Paola Forcione, Michele Scibelli, Danilo Iacobacci e Fabio Tulimiero) descrivono il «comportamento» che dovevano tenere a lavoro: tacchi alti, vestiti attillati, «fare le brasiliane» e «essere gentili coi clienti». Vietati i fidanzati.
Una di loro aveva raccontato come il titolare del circolo le avesse anche consigliato di «dimagrire per guadagnare bei soldi». A un'altra avrebbe suggerito di «portare un'amica per guadagnare il doppio» dopo aver ricevuto un rapporto orale in cambio di denaro. La ragazza ha aggiunto di avere avuto due clienti: un 51enne (che ha poi patteggiato) col quale avrebbe fatto sesso senza preservativo e proprio l'87enne che avrebbe in più occasioni masturbato in cambio denaro. L'uomo – secondo il suo racconto – voleva lo stesso «trattamento» dell'altro e avrebbe più volte tentata di convincerla con offerte di quaranta cinquanta euro, aggiungendo che per lui «era come una figlia».
Episodi ai quali si sono sommate decine e decine di registrazioni ambientali e telefoniche raccolte dal nucleo investigativo dell'Arma irpina, agli ordini del comandante Quinto Russo. E che hanno tracciato un quadro indiziario tale da spingere il giudice il gup Francesco De Falco Giannone a non concedere le attenuanti generiche perché gli imputati «hanno commesso reati gravissimi con spregiudicatezza e leggerezza... dimostrando di essere privi di qualsiasi freno inibitorio».
