Violentata per 20 giorni di fila: l'ex assolto in Appello

Avellino. I giudici hanno ribaltato la sentenza di primo grado. Assolto con formula piena.

violentata per 20 giorni di fila l ex assolto in appello
Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

E' scoppiato in lacrime così come i parenti che gli facevano coraggio dall'esterno del gabbiotto della Corte d'Appello di Napoli. Anche quella fama da «duro», sancita da un «curriculum penale autorevole», si è sgretolata sotto il peso delle emozioni innescate da una sentenza di assoluzione piena che aspettava da un anno e mezzo. Tanto è passato da quando una condanna per violenza sessuale gli aveva aperto le porte del carcere. E purtroppo per lui, 39enne di Avellino, dovrà restarci ancora, nonostante la scarcerazione decisa dai giudici di secondo grado.  Giorni fa, infatti, l'imputato è stato raggiunto da una condanna definitiva per un'altra vicenda penale e non ha potuto richiedere una misura alternativa perché stava ancora scontando la pena per la violenza sessuale. Una storia che, come ha sostenuto in aula il difensore Gaetano Aufiero, poteva «essere evitata se l'ordinanza di misura cautelare e poi la condanna non si fossero affidate soltanto alle parole della donna». 

Una vicenda giudiziaria complessa che era nata da una storia d'amore altrettanto travagliata: una relazione clandestina che imputato e vittima avevano ufficializzato solo in un secondo momento. Ma la felicità era durata poco, lei si era allontanata e lui non si era mai rassegnato. Ed era andato a riprendersela. Letteralmente. Dopo essere arrivato a casa dei genitori l'aveva costretta a salire in auto. La vittima ha raccontato di essere stata sequestrata per venti giorni nei quali sarebbe stata obbligata a subire violenze sessuali quotidiane, con la minaccia di calci e pugni. 

Una testimonianza che era valsa l'arresto dell'imputato a dicembre del 2016. Fin dal primo momento il 39enne aveva respinto le accuse relative alle violenze sessuali. E, durante l'incidente probatorio nel quale la donna aveva riconfermato le accuse, era scoppiato in lacrime. Non riusciva ad accettare che «proprio lei potesse fargli questo». Deposizioni che avevano inciso profondamente sulla decisione del gup, Giovan Francesco Fiore, che al termine del rito abbreviato aveva condannato l'imputato a cinque anni e quattro mesi. E di fatto condividendo quanto sancito nell'ordinanza dal gip, Antonio Sicuranza, che aveva ritenuto sussistenti le misure cautelari.

L'Appello si è chiuso con un'assoluzione per formula piena dal reato di violenza sessuale. Il difensore ha dimostrato l'inattendibilità delle dichiarazioni della vittima, evidenziando tante incongruenze a partire da un episodio che risaliva al presunto periodo di sequestro: in quell'occasione la donna aveva raccontato di essere uscita in compagnia dell'imputato e di aver incontrato tre poliziotti ai quali non aveva chiesto aiuto. Un comportamento sospetto che non aveva convinto la difesa e probabilmente neppure i giudici che hanno messo fine al calvario giudiziario del 39enne. L'uomo dal carcere si era sempre professato innocente spedendo lettere a magistrati e procuratori.  Oggi ha avuto la sua vittoria morale, anche se non potrà goderne come avrebbe voluto.