«La vera perizia è quella di chi è scampato al bus maledetto»

Processo sulla strage del pullman precipitato dal viadotto dell'Acqualonga. Parlano i familiari.

la vera perizia e quella di chi e scampato al bus maledetto
Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Ogni giorno che passa per loro è un pezzo di anima che va in frantumi e si aggiunge a quel cumulo di cocci fatto di ricordi ed emozioni che si sommano dal luglio del 2013: quando quaranta persone hanno perso la vita in un bus che si è trasformato in una trappola mortale, precipitando dal viadotto dell'Acqualonga. Loro, i parenti e i sopravvissuti, hanno chiesto di far sentire la propria voce. E questa mattina una signora è scoppiata in lacrime quando gli avvocati di Autostrade per ltalia si sono opposti all'audizione di due donne, Annalisa Caiazzo e Partorina De Felice, che scamparono miracolosamente alla morte. Il giudice Luigi Buono ha però deciso, così come richiesto dai procuratori Rosario Cantelmo e Cecilia Annecchini, di ascoltare le testimoni che «possono essere fondamentali per la ricostruzione di quanto accaduto».

Un pensiero condiviso anche da Giuseppe Bruno, presidente dell'associazione «Vittime della A16», ascoltato da 696 Tv all'uscita del tribunale.

«La vera perizia è di chi ha vissuto in prima persona quella giornata. Nessuno può toglierci il diritto di raccontarlo», ha spiegato al microfono del collega Angelo Giuliani.

«Il giudice ha dato l'incarico al nuovo perito. Confidiamo nel suo lavoro, anche se per noi si è già sprecato troppo tempo. Siamo stanchi di dover aspettare per avere giustizia».

Per i familiari delle vittime nell'incidente avrebbero giocato un ruolo chiave le condizioni del bus e quelle delle barriere. Una ricostruzione in larga parte emersa anche dalla relazione dei consulenti della Procura: per loro il pullman si sarebbe schiantato contro i new jersey a una velocità di circa 92 km/h, con un angolo non superiore ai 13  gradi. Una versione differente quella di Autostrade che ha calcolato un angolo di sei gradi superiore: a quella velocità nessuna barriera avrebbe potuto reggere. Ora toccherà al perito nominato oggi dal giudice, il professore Felice Giuliani, provare a dirimere questa e altre incongruenze emerse durante il processo.