«Genovesi, non prendete i soldi di Autostrade. Io fui fregato»

Giuseppe ha perso madre e padre nella strage dell'Acqualonga: «Sbagliai ad accettare quei soldi»

Giuseppe Bruno (associazione Vittime dell'A16) ha perso madre e padre nella strage dell'Acqualonga nel 2013. E dice ai genovesi di non accettare il risarcimento: «Altrimenti durante il processo non avrete la "stessa voce" in capitolo».

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

«Oggi non accetterei mai quei soldi. Gli avvocati ai quali mi affidai mi hanno fregato: pensavano solo alla loro parcella. Ai genovesi dico: andate fino in fondo. Sarete risarciti, ma in aula». Giuseppe Bruno (associazione vittime dell'A16) ha perso i genitori che viaggiavano sul bus precipitato dal viadotto dell'Acqualonga nel 2013 a Monteforte Irpino. Un incidente per il quale, come capitato dopo il crollo del viadotto Morandi a Genova, si trovano a rispondere i vertici di Autostrade. Giuseppe ha parlato delle analogie fra le due tragedie al collega Vincenzo Iurillo de Il Fatto Quotidiano. Abbiamo raggiunto Giuseppe Bruno a telefono.

Giuseppe, perché dici ai parenti delle vittime di non accettare l'eventuale risarcimento di Autostrade?

«Il mio discorso è differente: dico di non accettare subito un risarcimento perché ve ne pentirete dopo. Quando in aula, come me, vi accorgerete di non avere voce. Io fui convinto ad accettare i soldi dai miei legali e non ho più potuto costituirmi parte civile».

Come è andata, perché decidesti di accettare la somma?

«In quel momento avevo perso una madre e un padre. Gli avvocati mi dissero che l'offerta di Autostrade era ottima, che non avrei ottenuto di meglio. E che, comunque, durante il processo avrei potuto costituirmi parte civile con l'associazione. Ma poi il giudice ci ha escluso perché l'ente si è costituito dopo i fatti contestati. Ci hanno ucciso due volte».

Acqualonga e Genova, in mezzo Autostrade: sei con il Governo che mira alla revoca dell'appalto di gestione dell'oltre 80% delle reti autostradali italiane?

«Certo. Due anni fa scrivemmo al Governo, raccontando ancora la nostra storia e chiedendo di revocare la concessione ad Autostrade. Ma nessuno ci ha mai risposto. Ora finalmente le cose sono diverse. Ci sono politici che vogliono cambiare le cose. E non piegarsi ai soliti grandi gruppi imprenditoriali. Ce l'ho con l'Ad di Autostrade, Giovanni Castellucci, e con la famiglia Benetton (il gruppo ha la maggioranza delle azioni di Atlantia, holding che gestisce Autostrade). Devono pagare».

A settembre sai in aula per il processo dell'Acqualonga?

«Sarò presente con la speranza che quello che è successo a Genova smuova le coscienze. Autostrade può scusarsi quanto vuole, ma nessuno restituirà a noi i nostri morti e ai genovesi i loro».