Detective pestato dal medico: «Gli avevo chiesto di una donna»

L'investigatore avellinese, Sergio D'Amore, ci racconta dell'aggressione: io lì per un sinistro.

Investigatore avellinese picchiato da un medico a Mugnano. La vittima ci racconta: «Ero lì come consulente di una compagnia assicurativa. E cercavo la donna alla quale era intestata l'auto».

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Investigatore privato pestato da un medico. E' accaduto qualche giorno fa a Mugnano del Cardinale nel mandamento baianese. Noi abbiamo raggiunto la vittima dell'aggressione, Sergio D'Amore junior, e gli abbiamo chiesto di raccontarci cosa è accaduto quel pomeriggio. D'Amore ci accoglie nello studio fondato dal padre (anche lui si chiama Sergio D'Amore) in via Dante Alighieri ad Avellino. La storica sede della “C.I.A. Investigazioni”.

Entriamo in un'ampia stanza e ci accomodiamo su una delle sedie di pelle verde di fronte alla larga scrivania. Il detective ci mostra un livido sul viso. E racconta:«Oltre al lavoro di investigatore privato svolgo anche quello di consulente per alcune compagnie assicurative. E così ero a Mugnano per incontrare la proprietaria di un'auto coinvolta in un incidente».

L'investigatore ha raggiunto la casa della donna e ha bussato, ma non rispondeva nessuno. Così ha girato l'angolo e ha notato lo studio di un medico che ha lo stesso cognome della signora. 

«Sono entrato e gli ho chiesto se in quel palazzo abitasse la donna che cercavo. Mi ha dato una risposta incomprensibile». Mentre D'Amore si avviava verso la porta si è sentito colpire la gamba con un calcio. Quando si è voltato è stato centrato da un pugno in faccia sferrato dal medico. Intanto tre persone nello studio sono scappate fuori. L'investigatore, una volta uscito all'esterno palazzo, ha telefonato ai carabinieri.

«I militari hanno bussato, ma il medico si è barricato in casa. Non dava più segni di vita. Io intanto sono andato ad Avellino al pronto soccorso». Lì il detective è stato medicato. Per lui una prognosi di dieci giorni e un occhio nero.

«Sono andato dai carabinieri ad Avellino e ho denunciato tutto. Il comportamento di quell'uomo non me lo spiego. Ero solo andato lì per svolgere il mio lavoro. Non ho detto nulla di offensivo. Non mi è mai capitato nulla del genere».

Sono decine gli attestati di stima e solidarietà arrivati a D'Amore. Lui su Facebook ha ringraziato tutti: «Tanti sono i messaggi di affetto, amicizia e solidarietà che ho ricevuto in questi giorni e che mi hanno commosso. È bello sentire il calore e la vicinanza di tanti, sapere che c'è un legame invisibile che ci tiene uniti, un legame che affonda le sue radici nella medesima concezione della legalità e della società civile, e dalla quale si evince la capacità di reagire ed indignarsi di fronte all'arroganza di chi vive di illeciti.Tengo però a precisare, che quanto accaduto, non mi ha per niente demoralizzato anzi, sono sempre più orgoglioso di svolgere il mio lavoro in maniera seria e professionale perché è questo che mi permette di camminare a testa alta. Ripartito quindi dal forte senso del dovere e dalla caparbietà che mi hanno sempre contraddistinto e Mai farò un passo indietro. Grazie di cuore a tutti!» Il detective ha chiuso il post citando una delle sue massime preferite: «Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola».