Avellino, maxi sequestro di soldi falsi. Nei guai una 40enne

Le indagini della Guardia di Finanza

Attraverso il “bleached”, i falsari riuscivano a “sbiancare” la cartamoneta, immergendo banconote autentiche da 1 Dollaro in un particolare reagente chimico, rimuovendo poi l’inchiostro originale con apposite spazzole dure

Avellino.  

 

di Simonetta Ieppariello

Scoperta la grande truffa euro-dollaro ad Avellino: sulla scorta delle indagini della guardia di finanza la Procura ha richiesto il rinvio a giudizio nei confronti di una 40enne avellinese, ritenuta responsabile di falsificazione, spendita e introduzione nel territorio dello Stato di dollari americani contraffatti e di truffa. Sequestrati 7.400 dollari e 24.500 euro falsi.

Scoperto il sistema messo in atto, il cosiddetto bleached (BLICCED), che consiste nel prendere una banconota da un dollaro , sbiancarla grazie a particolari reagenti, per poi centuplicarne il valore.

Al termine del procedimento si ha quindi a disposizione la filigrana originale da poter riutilizzare, attraverso un sistema misto di tipo offset, per la stampa illegale di biglietti da 100 dollari, ritenuti dagli esperti dell'ambasciata americana di ottima fattura proprio perchè al loro interno hanno mantenuto le fibrille di sicurezza di colore rosso e blu normalmente presenti nelle banconote dal Tesoro statunitense.

Sulla scorta del quadro indiziario emerso, sono stati sequestrati 74 pezzi da 100 dollari americani, risultati alterati. 

Fondamentale per le indagini i rapporti di sinergia e collaborazione tra i finanzieri e i funzionari dell’Ambasciata degli Stati Unitia Roma (U.S. Secret Service – Department of Homeland Security). Una collaborazione intercontinentale che ha consentito di ricostruire ogni fase del presunto illecito.

Inoltre, nell’ambito delle quotidiane attività di contrasto al falso monetario, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria del Capoluogo, nei primi otto mesi dell’anno, ha sottoposto a sequestro
459 banconote risultate contraffatte, per un controvalore complessivo di circa 24.500 euro.

A “farla da padrone”, in linea con il trend nazionale, sono i pezzi da 50 euro (238 banconote pari al 51% del totale) e quelli da 20 (129, pari al 28%). Sono state anche sequestrate 64 banconote da 100 euro (14%) ed altri 28 biglietti di altri “tagli” (4 da 5 euro, 16 da 10, 2 da 200 euro e 6 pezzi da 500).

Il dato è “allarmante” se si pensa che in tutto il 2017 erano stati effettuati, dal Nucleo PEF di Avellino, sequestri per un “controvalore” di poco superiore ai 7.500 euro.

Le Fiamme Gialle sono arrivate al sequestro all’esito di un’apposita procedura con “protagonisti” i cosiddetti “Gestori del contante” (Banche, Poste Italiane S.p.A., Istituti di Vigilanza, ecc.), i quali hanno ritirato dalla circolazione le banconote e le monete non classificate come autentiche all’esito di controlli automatici o manuali, trasmettendole quindi alla Banca d’Italia dove sono state esaminate dagli esperti del Centro Nazionale di Analisi (C.N.A.) delle falsificazioni, denominato anche National Analysis Center, che ne sancisce o meno la falsità.

Laddove viene confermata la non autenticità del denaro, la Banca d’Italia invia le banconote alterate al Reparto del Corpo competente per territorio, che provvede al sequestro ed all’invio di una comunicazione di notizia di reato contro ignoti alla Procura della Repubblica per violazione dell’articolo 457 del Codice Penale (Spendita di monete falsificate ricevute in buona fede).