dI Andrea Fantucchio
Se il grado di civiltà di una città si misura nella sua capacità di tutelare ogni cittadino, cellula essenziale di qualsiasi comunità degna di questo nome, allora Avellino ha perso drammaticamente la propria sfida. In quel ritaglio di viuzze, che da piazza Libertà si intersecano nel centro storico, i vandali, ancora così sfacciatamente ignoti nonostante le denunce, l'hanno avuta vinta. I familiari di Clorinda Sensale hanno dovuto capitolare e rinunciare anche al palliativo del tributo alla memoria.
La 70enne avellinese cinque anni fa è stata assassinata da un pregiudicato, mentre stava tornando a casa. Pugnalata in via delle Oblate, a due passi da quel centro storico dove, in compagnia della famiglia, aveva speso gran parte della sua vita. Ora si è consumato anche l'omicidio della sua memoria. I familiari sono stati costretti a togliere l’alterino a lei dedicato: fiori che dovevano rimanere a imperituro ricordo di una bellezza immutata, nonostante la tragedia. Eppure, quel luogo è stato più volte vandalizzato da chi, senza vergogna, ha calpestato la memoria non solo della famiglia di Clorinda, ma di tutta quella comunità che ieri era presente alla messa di suffragio, a dimostrazione di un vuoto mai colmato.
E se il vaso coi fiori era stato deturpato e trasformato in un orinatoio per cani, anche il parco di via Fosso Santa Lucia, che doveva essere dedicato proprio alla memoria a Clorinda, versa nell’incuria e nel degrado. Erbacce come metafora emblematica dell’indifferenza che attecchisce ancora in troppi cuori. Non certo in quelli di chi l’ha amata e per i quali Clorinda vivrà per sempre. A partire dal figlio Antonio, anima del centro storico, sempre pronto a battersi per il rilancio di un quartiere della città dimenticato, che scrive su facebook: “Sei stata una grande moglie,nonna e mamma in questo tuo breve passaggio nel mio cuore,con tutto l'amore che hai lasciato a noi e a chi ti ha conosciuto. In questo vuoto non potrò mai dimenticare la tua delicatezza naturale nel cercare la felicità per la tua famiglia.
Spero tanto mamma che i tuoi ultimi giorni siano stati felici e sbalorditivi e che tu sia stata accompagnata dalla bellezza in quel momento di dolore,perché negli addì io non credo al caso. Io credo solo alla bellezza che ho letto tante volte nei tuoi occhi. Una cosa che ho visto sempre in te… sia che tu eri in salute,che in malattia . Buon due novembre ai vivi e ai morti, che come ognuno sa sono in mezzo a noi. Dicono che la morte sia come il sonno… ora che non ci sei più e io non posso più ricambiare i tuoi saluti prima di andare a letto, posso dirti solo: dormi bene”.
