di Andrea Fantucchio
Lo spettro della strage dell'Acqualonga (Monteforte Irpino) si allunga su tutte le Autostrade Italiane o quasi. Questo il passaggio chiave nella relazione del perito incaricato dal giudice, Luigi Buono. Il professore Felice Giuliani evidenzia l'usura delle barriere stradali dell'Acqualonga e scrive che i difetti degli ancoraggi devono “con molta probabilità essersi presentati anche in altri tratti della rete autostradale”. Soprattutto “quelli accomunati dall'esposizione agli agenti aggressivi (in alta quota).
Proprio in questi giorni Autostrade è al centro di una polemica con il governo dopo il crollo del viadotto Morandi a Genova. L'esecutivo del premier Conte ha attivato la procedura di revoca dell'appalto di gestione affidato ad Aspi (Autostrade per l'Italia). Ha motivato questa scelta con una presunta mancata manutenzione e assenza di investimenti da parte dell'azienda. E, nella sua perizia, Giuliani evidenzia proprio una scarsa manutenzione da parte di Autostrade ed elenca le occasioni nelle quali avrebbe potuto rimediare, ma non l'ha fatto.
Aspi (Autostrade per l'iItalia) aveva l'obbligo di relazionare sullo stato delle barriere ogni due anni. Ma una mail inviata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti rivela che non è stato fatto. Ottopagine.it ha visionato una copia della comunicazione presente negli allegati alla perizia. Il direttore generale che lavora per il Ministero, l'ingegnere Virginio Giambattista, scrive: «Per quanto a conoscenza della Direzione, non risulta che la società concessionaria “Autostrade per l'Italia” abbia trasmesso il rapporto».
Autostrade ha poi realizzato una serie di interventi sul tratto dell'Acqualonga. Nel 2008 erano stati sostituiti due giunti del viadotto. L'anno dopo una serie di “interventi di somma urgenza lungo l'Acqualonga”. E nel 2011 e 2012, prima dei lavori di pavimentazione e poi “interventi di ripristino” per il rinforzo, le iniezioni e la ravvivatura delle travi di bordo. Occasioni in cui, per il perito, si doveva ravvisare anche l'usura delle barriere che, come evidenziato dai consulenti della Procura Alessandro Lima, Andrea Demozzi, Lorenzo Caramma e Vittorio Giavotto, sarebbe stata caratterizzata da “una corrosione generalizzata non uniforme del tirante d'acciaio, con percentuali di tirafondi non efficienti (72,7%) ed efficienti e corrosi (27,3%)”.
Giuliani ritiene che l'intervento del 2009 sia assimilabile a un “adeguamento strutturale dell'impalcato del viadotto”. Perciò, si legge nella consulenza, “come stabilito da un decreto ministeriale, si doveva redigere il progetto per valutare la permanenza dei requisiti di conformità previsti e di “efficienza prestazionale delle barriere”. E procedere con la sostituzione in caso di esito negativo.
Così come nel 2011 “si sarebbero dovute esaminare tutte le istanze di sicurezza, comprese quelle di protezione marginale”. Proprio le barriere usurate vengono indicate dal perito come causa rilevante per la strage che è costata la vita a quaranta persone.
