Isochimica, il consulente: quel disastro si poteva evitare

I familiari delle vittime dell'operaio, deceduto nei giorni scorsi, si sono costituiti parte civile.

Il professore Umberto Moscato, consulente della Procura, ha parlato dei presidi di sicurezza e delle relazioni dell'inalazione prolungata di asbesto con l'insorgere di patologie.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Molti dei morti dell'Isochimica si potevano evitare, ma per anni non è stato fatto nulla per preservare la salute e la sicurezza degli operai. Uno dei passaggi salienti emerso dalle dichiarazioni di Umberto Moscato, docente della facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Sacro Cuore di Roma. Il professore, questa mattina, è stato sentito nell'aula bunker di Poggioreale a Napoli. Durante il processo legato ai morti dell'Isochimica dove sono imputate ventisette persone accusate a vario titolo di omicidio colposo plurimo, disastro ambientale, omissione in atti d'ufficio. Assente l'altro consulente della Procura, il prof Ricciardi.

L'intervento di Moscato era incentrato sui presidi di sicurezza della fabbrica di Pianodardine, sulla relazione fra asbesto e l'insorgere di malattie respiratorie e sull'interramento dell'amianto. In un passaggio il testimone ha spiegato che «non c'erano dispositivi di sicurezza adeguati». E non c'è traccia di un monitoraggio idoneo rispetto alle condizioni degli operai. Molti degli accertamenti sono stati di tipo documentale. Come quelli effettuati sulle cartelle cliniche degli operai.

«Inoltre – ha spiegato il professore – fra il 2012 e il 2013, quando sono stati realizzate alcune ispezioni, l'area risultava molto compromessa dalla presenza di amianto».

Alla domanda del procuratore capo di Avellino, Rosario Cantelmo, sull'importanza della prevenzione, Moscato ha confermato come un controllo adeguato, in linea teorica, avrebbe potuto limitare i danni creati dall'asbesto.

Sui presidi di sicurezza gli operai ascoltati nelle scorse udienze avevano rilasciato testimonianze a tratti sconvolgenti. E descritto dell'amianto raccolto con le mani o interrato, aggiungendo che la rimozione avveniva spesso a secco rendendo più nociva la dispersione di fibre di asbesto. Oggi si sono costituite parteicivili la moglie e le figlie del 65enne ex operaio dell'Isochimica morto a Napoli qualche giorno fa. Era addetto alla bonifica delle carrozze di amianto.

La difesa degli imputati è affidata, fra gli altri, agli avvocatiGeneroso Pagliarulo, Carmen Picariello e Alberico Villani. La difesa delle parti civili è rappresentata, fra gli altri, dagli avvocati Ennio Napolillo, Claudio Frongillo, Gerardo Santamaria, Antonio Falconieri  e Angelo Polcaro.