di Andrea Fantucchio
Dopo una "sfilata" di pentiti, e momenti di tensione in aula, si è chiuso con un'assoluzione il processo ad Antonio Cava, detto 'o studente. Sancita dalla richiesta dell'ex procuratore dell'antimafia napoletana e oggi pm della Procura ordinaria partenopea, Francesco Soviero: «L'imputato va assolto». Cava era finito al processo per tentata estorsione dopo la denuncia del proprietario di una concessionaria, Michele Gallotta. Il collegio giudicante, presieduto dal magistrato Luigi Buono con a latere i giudici Giulio Argenio e Lorenzo Corona, ha accolto la tesi dello storico avvocato della famiglia Cava, Raffaele Bizzarro, ritenendo inattendibili le dichiarazioni del testimone.
Gallotta aveva fatto scattare l'indagine raccontando che Cava, cugino del boss Biagio, lo aveva minacciato per riscuotere 150mila euro per conto di un'altra persona. Una versione che è stata più volte smentita dai testimoni ascoltati durante il processo. A partire dall'uomo che, secondo la denuncia dell'imprenditore, avrebbe “ingaggiato” l'imputato per riscuotere il denaro. Il teste ha definito Gallotta un truffaldino per le vicende giudiziarie nelle quali è coinvolto: ultima l'inchiesta Dulcis in Fundo che ha sgominato una presunta associazione specializzata nel rifornimento di zucchero venduto illegalmente a dei viticoltori. Il testimone ha aggiunto che, tornato in Irpinia dalla Germania, era stato incaricato da un amico di consegnare alcuni documenti a Gallotta, ma non lo aveva mai trovato in sede. Così, incontrato Cava al bar, gli aveva chiesto di svolgere quella commissione. L'imputato ha spiegato: «Quando sono andato da Gallotta lui ha iniziato a urlare minacciando di chiamare i carabinieri. Ho avuto anche dei dubbi che non stesse bene».
A contribuire all'assoluzione di Cava la linea difensiva di Bizzarro che, durante l'audizione del pentito Scibelli e in altre occasioni, ha fatto emergere come l'imputato non fosse mai stato coinvolto nelle vicende giudiziarie che hanno riguardato altri membri della famiglia Cava.Il difensore si è focalizzato sull'assenza di prove univoche a carico di Cava oltre a evidenziare proprio la "fama di persona poco attendibile" attribuita a Gallotta.
