di Andrea Fantucchio
Sono stati rinviati a giudizio i sei imputati nell'inchiesta sulla realizzazione di un complesso edilizio della zona H1 numero 5 (le così dette torri) non lontano dall'autostazione di Avellino. Compariranno perciò in aula il prossimo 6 febbraio, dinanzi al giudice Pier Paolo Calabrese, Giovanni Iannaccone e Angelo Antonio Rapa, il primo come dirigente del servizio "Piano e Programmi del Comune di Avellino" e il secondo come responsabile del procedimento. Per l'accusa avrebbero detto il falso in una relazione inviata alla Regione nel 2015. All'attenzione della Procura un passaggio sul vallone San Francesco nel quale viene evidenziato come “nelle aree in questione non c'erano zone archeologiche”. Oggi la difesa, affidata anche all'avvocato Innocenzo Massaro, ha spiegato che negli allegati proprio quelle aree erano invece indicate e non c'era quindi alcuna malafede o intenzione di realizzare un falso da parte degli imputati. Il gup, Paolo Cassano, ha però ritenuto la questione meritevole di approfondimento dibattimentale e quindi disposto il rinvio a giudizio. (La foto di copertina è realizzata dal fotografo Carmine Bellabona)
Oltre ai due dipendenti comunali dovranno sostenere il processo Angelo Panza, amministratore e titolare della D'Agostino Costruzioni (ditta che ha eseguito i lavori contestati), il direttore dei lavori, Patrizia Indennitate, il responsabile del procedimento, Michele De Iorio, e Luigi Lucentini, amministratore unico della società committente, la Sefin srl.
L'inchiesta è nata tre anni fa da alcuni accertamenti eseguiti dai carabinieri forestali, coordinati dal capo della Procura avellinese, Rosario Cantelmo, e dai sostituti, Roberto Patscot e Teresa Venezia. Fra le irregolarità contestate alcune presunte volumetrie in eccesso e difformità nella previsione e realizzazione dei parcheggi relativi ad attività commerciali. I diretti interessati hanno sempre respinto ogni accusa spiegando di non aver commesso alcun illecito seguendo iter previsti. Ora proveranno a dimostrare la loro innocenza durante il processo quando saranno affiancati, fra gli altri, dagli avvocati Nello Pizza, Teodoro Reppucci, Benedetto Vittorio De Maio e Giuseppe Saccone.
Uno degli aspetti importanti che potrebbe emergere dallo svolgimento del processo è relativo al ruolo ricoperto dal Vallone San Francesco. Per la Procura il corso d'acqua è ritenuto di rilevanza paesaggistica, per le difese è invece in larga parte "tombato" e dunque irrilevante: proprio intorno al torrente ruota il destino giudiziario di altre opere edilizie avellinesi finite nel mirino degli inquirenti avellinesi.
