di Andrea Fantucchio
Chiesto il dissequestro per il liceo Mancini di Avellino. La Provincia, attraverso l’avvocato di fiducia Luigi Petrillo, ha depositato istanza. Ora toccherà alla Procura decidere se fare opposizione. Il ricorso di Palazzo Caracciolo arriva dopo l’esito dell’incidente probatorio che si è tenuto lunedì. Nessun pericolo di crollo per il liceo Mancini. Questo è l’aspetto saliente che è emerso in aula e si evince dalla consulenza redatta dall'ingegnere Maurizio Perlingeri, perito nominato dal gip del tribunale di Avellino, Vincenzo Landolfi, nell'inchiesta sulla sicurezza dello storico istituto superiore di Avellino. Struttura sotto sequestro da mesi.
Nella sua relazione il perito condivide in larga parte la ricostruzione offerta dai tecnici della difesa degli indagati affidata, fra gli altri, agli avvocati Luigi Petrillo e Nello Pizza.
La relazione era stata richiesta dal gip per stabilire il grado di sicurezza della struttura scolastica di via De Conciliis. Ed ha tenuto conto di alcune prove di carico oltre ad altri accertamenti. Il perito scrive che «sia in relazione alla analisi visiva e sia in relazione alle calcolazioni sintetizzate, si è del parere che non sussistano situazioni tali da determinare condizioni di pericolo di crollo per la costruzione»
E spiega che «non sussiste l'obbligo immediato di intervento in caso di inadeguatezza di una opera rispetto alle azioni ambientali... bensì un obbligo di programmazione degli interventi stessi». Anche perché gli interventi in questione non sono correlabili a un pericolo di crollo imminente. Inoltre, il tempo prospettato proprio per lavori ambientali, è superiore anche a quello previsto dall'ingegnere Petti che aveva redatto una consulenza adoperata dalla Provincia. Palazzo Caracciolo che, dopo aver visto “alleggerirsi” la propria posizione, ha così deciso di chiedere il dissequestro. Come voluto anche da tanti genitori degli alunni.
