Riciclaggio Irpinia, sequestrati soldi a due imprenditori

Inchiesta della finanza, nel mirino uno dei reati più complessi. E che minano l'economia legale

La provincia di Avellino è da anni uno dei territori preferiti per ripulire soldi sporchi. Ma anche quello dove si ritiene sia più comodo fare latitanze restando in Campania

 

di Luciano Trapanese

Da decenni l'Irpinia è una delle lavatrici della camorra. Soldi sporchi, riciclati tra Avellino e provincia. Nelle imprese, nel commercio, nella ristorazione. Le indagini sono difficili, al limite dell'impossibile. La catena di scatole cinesi spesso inestricabile. Ma non sempre. La guardia di finanza, guidata dal colonnello Gennaro Ottaiano, è al lavoro da settimane, stanno ricostruendo un puzzle complesso. A due imprenditori irpini sono state sequestrate ingenti somme di denaro. Avevano addosso diverse migliaia di euro che non hanno saputo giustificare. Altre verifiche sono in corso. Un'inchiesta che è agli inizi, ma che potrebbe aprire squarci importanti su una attività criminale che ha inquinato il tessuto economico di Avellino e provincia e messo a rischio le numerose attività legali, quelle che non possono usufruire di una quantità senza fine di liquidi. Soldi sporchi da rimettere in circolo in modo apparentemente lecito.

Non è un caso che a portare avanti le indagini siano proprio i finanziari. Tra le forze dell'ordine sono sicuramente i più attrezzati a scavare tra bilanci e contratti. A seguire le linee torbide delle acquisizioni, fino ad arrivare alla fonte primaria dei soldi.

Irpinia lavatrice della camorra è un dato acquisito. Non è l'unico territorio di elezioni per ripulire. Spesso le organizzazioni malavitose investono lontano, al nord o anche fuori dai confini (Germania, Inghilterra, Irlanda, Spagna), dove la presenza di chi investe anche grosse somme di denaro e alimenta le economie locali, non suscita sospetti. O ne suscita meno.

E' dai tempi della Nco di Raffaele Cutolo che Avellino e provincia sono considerate nella regione luoghi ideali dove ripulire i soldi sporchi.

L'Irpinia è anche ritenuta la zona migliore dove sparire, almeno in Campania. Sono stati molti i boss latitanti trovati tra Avellino e provincia, e tanti altri – chiaro – quelli che sono riusciti a mimetizzarsi per anni. L'ultimo, Guglielmo Cirillo, era considerato tra i cento criminali più pericolosi d'Italia, affiliato al clan Polverino: si nascondeva in una villetta. Più clamoroso il caso di Salvatore Giuliano, andava in giro travestito da monaco. Abitava a Monteforte.

L'Irpinia come zona per ripulire i soldi e trascorrere latitanze. Un territorio quindi da “preservare”, da mantenere tranquillo (almeno rispetto a Napoli o Caserta), dove poter gestire certi affari e da utilizzare come buen retiro in caso di necessità.

Le precedenti inchieste sul riciclaggio non hanno portato lontano. Questa volta potrebbe andare diversamente. Si parte dai due imprenditori, entrambi della zona, per arrivare altrove, nel punto dove si generano quei soldi sporchi. Sarebbe un duro colpo ai clan. Ma soprattutto si farebbe un po' di pulizia, depurando l'economia irpina dal doping illegale che puzza di camorra.