di Andrea Fantucchio
Oltre 16mila euro sottratti dalle casse di una libreria di Avellino e una truffa ai danni della collega di lavoro: “Ripiana il debito o ti licenzieranno”, le avrebbe detto più o meno così convicendola a pagare. Sono queste alcune delle accuse contenute nel decreto di giudizio immediato, firmato dal sostituto procuratore di Avellino, Fabio Massimo Del Mauro, a carico di una 38enne di Atripalda.
L’appropriazione indebita ipotizzata nei confronti dell’ex libraia, per l’accusa, è maturata fra ottobre del 2015 e luglio del 2016: quando si sono verificati una serie di ammanchi negli incassi dell’attività. Ed è allora che la 38enne, approfittando della buona fede di una collaboratrice più giovane, l’avrebbe convinta dell’urgenza di ripianare i debiti. “Altrimenti, mi ha detto, che una volta scoperto l’ammanco la dirigenza mi avrebbe licenziata”. Questa è la sintesi della denuncia presentata ai carabinieri. L'ex collega dell'imputata sarà parte offesa nel processo. Anche perché, secondo l’accusa, le richieste della 38enne avrebbero convinto la ragazza a ricorrere a una serie di finanziamenti di ripianare gli ammanchi, causandole delle crisi depressive che si sarebbero protratte per oltre un anno.
Ma non è tutto: c'è infatti un’accusa di simulazione di reato ipotizzata nei confronti della 38enne. L'ex libraia, nell’agosto del 2016, avrebbe presentato una denuncia ai militari della stazione di Avellino, diretti dal luogotenente Bruno Ronca: “Dei ladri sono entrati nella libreria e hanno portato via più di 4700 euro”.
L'imputata ha sempre respinto ogni accusa. Ora proverà a dimostrare la sua innocenza durante il processo ordinario o potrà richiedere di essere giudicata con il rito abbreviato e usufruire di uno "sconto" di un terzo degli anni sull'eventuale condanna.
