Strage Bus, sopravvissuta colta da malore mentre parla il pm

La donna soccorsa da carabinieri e polizia. Cantelmo: Autostrade poteva evitare quei 40 morti.

L'aula della Corte d'Assise è gremita. C'è molta tensione. Attese le richieste di condanna per i vertici della Società Autostrade.

Avellino.  

 

 

di Luciano Trapanese

E' stata colta da malore pochi minuti dopo l'inizio della requisitoria del procuratore Rosario Cantelmo, nelle fasi finali del processo a carico degli imputati per la strage del bus sul viadotto Acqualonga.

Partorina De Felice, una delle sopravvissute a quel disastro – il più grave della storia sulle strade italiane -, ha quasi perso i sensi. Molto probabilmente a causa della concitazione. L'aula della Corte d'Assise di Avellino è gremita – anche ora mentre scriviamo – all'inverosimile. E c'è una tensione evidente. L'udienza è molto attesa. La requisitoria terminerà infatti con le richieste dell'accusa a carico dei dirigenti della Società Autostrade coinvolti nel processo.

Partorina De Felice è stata accompagnata all'uscita da carabinieri e polizia. E' stata assistita fino all'arrivo di una ambulanza della centrale operativa del 118. Dopo le prime cure la donna si è ripresa e ha rifiutato – nonostante gli inviti – a fari ricoverare in ospedale per altri accertamenti.

Pastorina De Felice è stata quasi sempre presente in aula durante il lungo procedimento. In passato era stata protagonista di iniziative anche plateali. In particolare a fine udienza, rivolgendosi in modo molto duro nei confronti di alcuni degli imputati.

La requisitoria del magistrato del pubblico ministero andrà avanti, molto probabilmente, fino al pomeriggio. Il procuratore Cantelmo si sta soffermando su alcuni aspetti chiave delle perizie, in particolare quelli che metterebbero in evidenza le presunte responsabilità di Autostrade. Il nodo centrale è la manutenzione. Infatti il punto chiave della sua requsitoria si focalizza in questa frase: «Non ci sarebbero stati 40 morti se Autostrade avesse rispettato gli obblighi contrattuali".

Nella precedente udienza, il sostituto procuratore, Cecilia Annecchini, al termine di una requisitoria di oltre tre ore, ha chiesto dodici anni di reclusione per Gennaro Lametta, il proprietario del pullman Volvo precipitato dal viadotto, nove anni per Antonietta Ceriola, ex funzionaria della motorizzazione civile di Napoli e sei anni e sei mesi per l'ex collega, Vittorio Saulino.

Il bus, come ricorderete, è precipitato nel vuoto un drammatico giorno d'estate di cinque anni fa. Persero la vita quaranta persone.

Da questa indagine, e dopo perizie e approfondimenti, il procuratore Cantelmo ha tratto elementi validi per inviare gli atti in procura e aprire una nuova indagine, che si estenda a tutti i viadotti italiani con caratteristiche simili a quello dell'Acqualonga e che ricadono sotto la competenza di Autostrada. La società che è rimasta coinvolta anche nel tragico crollo del ponte Morandi, a Genova.