Ha parlato per due ore davanti al Gip, Antonio Sicuranza. Giuseppe De Martino, 32 anni, avrebbe ammesso al giudice di aver fatto fuoco. Di aver sparato a Cervinara e San Martino Valle Caudina contro due ragazzi. Non voleva ucciderli, ha mirato e centrato gambe e caviglie. Il magistrato, anche in virtù delle ammissioni, e accogliendo le richieste dei difensori, Valeria Verrusio e Angelo Adamo, non ha convalidato l'arresto per tentato omicidio, ipotizzando nei confronti dell'indagato il reato di lesioni aggravate. De Martino resta però in carcere per il possesso della pistola e per una discreta serie di precedenti penali. L'interrogatorio si è svolto nel carcere di Bellizzi, dove il 32enne di Cervinara è recluso. Subito dopo l'arresto era stato ricoverato all'ospedale Rummo di Benevento, a causa di un malore forse causato dall'assunzione di sostanze stupefacenti.
Per i due agguati è stato denunciato il presunto complice, G.M., 37 anni, anche lui di Cervinara. Proprio quest'ultimo, prima ai carabinieri e poi agli inquirenti, ha ammesso tutto: dichiarando di essersi limitato a fare da autista.
I carabinieri di Cervinara e San Martino hanno chiuso un caso che sembrava complesso in poche ore. Sono state decisive le riprese delle telecamere a circuito chiuso attive nella zona. Hanno ripreso la targa dell'auto (una Fiat 500), utilizzata per il secondo attentato (quello di San Martino). La vettura non solo è risultata pulita (non rubata), ma l'indagato l'ha parcheggiata sotto la sua abitazione.
Gli agguati si sono verificati sabato sera, dopo le 19,30. Prima a Cervinara, a pochi passi dall'Abbazia di San Gennaro. I due indagati sono arrivati in sella a una moto di grossa cilindrata, il volto coperto da caschi integrali. Hanno fatto fuoco contro un 22enne, colpendolo alla caviglia. Più di un'ora dopo, alle 21 circa, De Martino e il complice hanno sparato nella vicina San Martino. Questa volta niente moto, ma una Fiat '500. La pistola è stata puntata contro un 22enne, colpito a una gamba.
Nel frattempo la caccia all'uomo era già iniziata. Si è chiusa poco dopo, con l'identificazione del conducente della '500. Poi dell'altro, il presunto sparatore. De Martino si è costituito domenica sera, aveva capito di essere braccato e senza scampo.
Le sparatorie non avrebbero nessun movente. L'indagato continua a ripetere che era sotto l'effetto di stupefacenti, non aveva cioè piena coscienza di quello che stava facendo.
Questa mattina è stata anche ritrovata la pistola utilizzata per i due agguati. E' ora nelle mani degli esperti, che dovranno accertare se si tratti dell'arma utilizzata da De Martino e se sia stata usata anche in altre occasioni.
Si è concluso poco fa, in prefettura. Il comitato per l'ordine e la sicurezza. Si è discusso proprio della Valle Caudina e della ripresa di atti di violenza in quella zona. Erano presenti gli amministratori dei comuni dell'area.
