Usura ed estorsione, 13 indagati: lo spettro del clan Partenio

Una inchiesta fra Avellino e provincia. Diverse vittime fra gli imprenditori.

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A occuparsi delle indagini i magistrati della prima sezione di criminalità economica di Palazzo De Marsico, guidata dal procuratore aggiunto, Vincenzo D'Onofrio.

Avellino.  

Un giro di usura ed estorsione fra Avellino e provincia. Decine di imprenditori finiti nel mirino di una presunta associazione a delinquere. Tredici indagati: alcuni dei quali ritenuti – secondo le informative della Polizia – vicini al clan Partenio. Cosca criminale che a fini anni '90 gestiva diverse attività, fra le quali proprio estorsione e usura, e aveva come base operativa Avellino e l'immediato hinterland.

A occuparsi dell'indagine il pool di magistrati della prima sezione di criminalità economica di Palazzo De Marsico, guidata dal procuratore aggiunto, Vincenzo D'Onofrio. Diversi gli imprenditori ascoltati dagli agenti della polizia avellinese. Molti dei quali titubanti a collaborare: terrorizzati, forse, da feroci ritorsioni.

L'indagine – che riavvolge le fila di una inchiesta che parte nel 2016 – è stata prorogata. Altri sei mesi nei quali gli investigatori cercheranno di raccogliere nuove testimonianze, alla ricerca di prove che inchiodino i presunti estorsori.

Oltre alle testimonianze raccolte, gli inquirenti poggiano la loro ricostruzione su una vasta mole di intercettazioni, telefoniche e ambientali. Nella rete della presunta associazione sarebbero finiti anche piccoli imprenditori che, a causa di problemi economici, sono stati costretti a contrarre debiti con gli strozzini, a volte anche per poche migliaia di euro. Ma gli interessi elevati e la sfortuna negli affari hanno reso impossibile restituire il prestito: l'inizio di un inferno senza uscita fatto di minacce e intimidazioni.

Una inchiesta che riaccende l'attenzione sui fenomeni spesso sommersi di usura ed estorsione, ancora troppo diffusi in provincia di Avellino. Le vittime hanno paura per denunciare gli aguzzini. E non sono sono rari i casi di chi, dopo essersi fatto avanti, ritratta la deposizione. Come dimostra il numero esiguo di denunce raccolte dagli uffici inquirenti. Il presidente di Sos Impresa Avellino, Mimmo Capossela, che da anni si batte contro usura ed estorsione sul territorio irpino, ci aveva spiegato che chi denuncia ha bisogno di un'assistenza psicologica continua.

A queste difficoltà si aggiunge la burocrazia: il fondo dedicato alle vittime di usura raramente, infatti, riesce a svolgere il compito. Essere risarciti, per le imprese, è una impresa proibitiva. La legge – per esempio - prevede di fare richiesta al fondo entro novanta giorni: ma pochi sono quelli che lo sanno. O che, mentre sono vittime di estorsioni, hanno la lucidità per affrontare questioni spinose come le pratiche da compilare.

AnFan