di Andrea Fantucchio
Una “talpa” negli uffici del Uepe. E' quanto emerge dall'avviso di conclusione indagini su un giro di cocaina, hashish marijuana fra Avellino e l'hinterland. Nelle scorse settimane la Squadra Mobile, guidata da Michele Salemme, ha arrestato sei persone (LEGGI DI PIU'). Nell'atto d'accusa, firmato dal sostituto procuratore Luigi Iglio, ne compaiono altre cinque indagate a piede libero. Fra queste c'è anche un dipendente dell'Uepe di Avellino (Ufficio di esecuzione penale esterna). L' uomo è accusato di rivelazione e utilizzazione di segreto d'ufficio. Avrebbe diffuso delle notizie, relative all'applicazione di misure di sicurezza, di competenza del tribunale di Sorveglianza di Avellino.
La sezione antidroga della Mobile, guidata dall'ispettore superiore Roberto De Fazio, ha ricostruito uno strutturato giro di spaccio rivolto a decine di compratori, anche giovanissimi.
Per gli investigatori tutti gli indagati avevano un loro “pacchetto di clienti” da rifornire. Come spesso capita, in inchieste di questo tipo, il primo “tassello” dell'indagine è stato messo quasi per caso: interrogando un piccolo pusher. Il ragazzo, poco più che ventenne, è stato beccato a vendere dell'erba. E così, messo alle strette, ha confessato da chi si riforniva. L'attività di indagine, che va dal 2016 al 2018, è proseguita fino ad arrivare ai presunti “capi” dello spaccio.
A corroborare le ipotesi investigative una vasta mole di intercettazioni. Nelle quali emerge – per gli inquirenti – un curioso e “variegato” linguaggio in codice: per la droga vengono usate le metafore più disparate, “dal latte e il cioccolato” fino a delle inusuali “supposte”. Dal 2016 i poliziotti hanno sequestrato diverse dosi di cocaina e hashish . Ascoltati diversi professionisti: i presunti acquirenti. Uno di loro, un avvocato, è stato intercettato mentre veniva minacciato per non aver saldato un debito legato all'acquisto della cocaina.
Nel mirino degli uffici di via Palatucci, diretti dal Questore Luigi Botte, è finita anche la moglie di una delle sei persone arrestate, accusata di “aver” sostituito in un'occasione il marito: che svolgeva il ruolo di corriere. Vari episodi di spaccio sono contestati anche a tre dei nuovi indagati.
Le undici persone finite nell'indagine hanno venti giorni per presentare memorie difensive o chiedere di essere ascoltati dal pubblico ministero. La loro difesa è affidata, fra gli altri, agli avvocati Gerardo Santamaria, Loredana De Risi, Gaetano Aufiero, Carmine Danna, Annibale Schettino, Giuseppe Di Gaeta, Claudio Mauriello, Vincenzo Pagliaro e in questa fase, d'ufficio, a Giacomo Sorrentino.
