«Mio marito non c'è...»: star sexy del web a sua insaputa

Le foto della donna spopolavano su diversi siti di incontri. Lei ha sporto denuncia.

mio marito non c e star sexy del web a sua insaputa
Avellino.  

 

di AnFan 

«Mio marito è un credulone. Quando lui non c'è...», il messaggio terminava con la promessa di follie fra le lenzuola ed era corredato da indicazioni precise per mettersi in contatto con l'avvenente signora: la foto, il numero di telefono e, cosa più inusuale, la targa dell'auto. Un dettaglio che, forse, avrebbe potuto insospettire più di un ammiratore ma, considerato l'esito della vicenda, si può dire che gli ormoni abbiano preso il sopravvento sui neuroni, annebbiando il raziocinio di tanti. La donna, infatti, era diventata – in poco tempo – una vera “star” fra gli avellinesi in cerca di compagnia e notti indimenticabili. Ma – su quei siti – non c'era mai stata, nemmeno per sbaglio. Lo ha raccontato ai carabinieri di Avellino che – a inizio febbraio del 2016 – hanno iniziato a indagare. Lo ha confermato oggi in aula: «Quella vicenda mi ha rovinato la vita». Quando, interrogata dal suo avvocato Ennio Napolillo, ha chiarito di aver ricorso a delle cure mediche per persistenti stati d'ansia. Un elemento finito anche nel capo di imputazione per stalking a carico di un inquilino che abitava al piano di sopra. Sull'auto e le pareti del condominio erano apparse diverse frasi offensive nei confronti della signora. 

La denuncia, con il consenso delle parti, è stata acquisita dal giudice Francesca Spella. In quelle pagine si ripercorre quanto accaduto fra febbraio e marzo del 2016. Dopo la pubblicazione degli annunci, il telefono della donna era stato tempestato di chiamate e messaggi whatsapp: uno stuolo di audaci ammiratori. Un messaggio per tutti: «Vivo solo e vorrei tanto incontrarti ..», poi una chiosa volgare con la quale – il focoso spasimante – prometteva “fuochi d'artificio” e notti indimenticabili. Potete quindi immaginare la sua sorpresa quando – dall'altra parte del telefono – proprio la signora lo ha liquidato con un secco: sono felicemente sposata e madre di bambini. Ti denuncio.

L'improbabile Romeo ha subito vuotato il sacco: «Ho visto l'annuncio. Sono separato e abito ad Avellino... speravo non fosse un fake». La donna è così venuta a conoscenza di come la sua foto spopolasse sui siti di incontri. I carabinieri – grazie anche alla polizia postale – hanno rintracciato un Ip ad Avellino. Proprio nello stesso palazzo della signora. Al piano di sopra: è stato denunciato ed è finito a processo il figlio di una amica di famiglia. Un uomo del quale – la stessa donna – ha ammesso di «non aver mai notato interesse particolare nei suoi confronti». Lui, forse per timidezza, le dava sempre della “signora”, non la chiamava mai per nome.

La difesa dell'imputato, affidata all'avvocato Gerardo di Martino, ha focalizzato la sua attenzione sulla modalità di acquisizione delle prove e dei dati sensibili legati a email e altre caratteristiche degli account indagati. Un ruolo determinante lo giocheranno anche le consulenze di parte. Come detto, gli investigatori hanno individuato l'Ip (protocollo di rete) in un appartamento, nello stesso palazzo della signora, e hanno sequestrato tutti i dispositivi elettronici. La difesa ritiene che – l'utilizzo dell'IP – non sia un elemento così determinante. Potrebbe infatti essere stato utilizzato da un altro device. Il consulente dell'accusa – interrogato da Di Martino – ha spiegato come non fosse possibile indicare con certezza l'apparecchio dal quale erano partita le iscrizioni contestate. Sviluppi inattesi potrebbero arrivare già nella prossima udienza.