Avellino, rifiuti: imprese e Stir nel mirino. Otto indagati

La Procura ha notificato l'avviso di chiusura indagini al manager di Irpiniambiente e imprenditori

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Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

La Procura di Avellino ha chiuso le indagini sullo Stir e alcune imprese di Pianodardine, zona industriale del capoluogo irpino. Otto gli indagati accusati, a vario titolo, di inottemperanze legate alla gestione di rifiuti e molestie olfattive. Nell’atto d’accusa, firmato dal procuratore capo Rosario Cantelmo e dai sostituti Cecilia De Angelis e Roberto Patscot, è finito anche il manager di Irpiniambiente, Nicola Boccalone. La società gestisce infatti proprio lo Stir di Pianodardine.

Le accuse al manager di Irpiniambiente

Boccalone è accusato di aver concorso, con la dirigente tecnica Annarosa Barbati e il responsabile tecnico dell’impianto Vincenzo Biondo, alla raccolta, al recupero e allo smaltimento di centinaia di tonnellate di rifiuti, non rispettando alcune prescrizioni imposte dall’Autorizzazione Integrata Ambientale. Alcuni rifiuti sarebbero stati stoccati “senza la stabilizzazione biologica in condizioni aerobiche", che avrebbe causato la produzione di acido solfidrico e mercaptani con i cattivi odori collegati. Gli inquirenti contestano anche uno smaltimento di plastica superiore a quanto disposto dall'Autorizzazione Integrata Ambientale (oltre 90mila chilogrammi) e lo stoccaggio di "rifiuti urbani indifferenziati in misura superiore ai limiti annuali previsti".

Imprenditori nel mirino

L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato anche ad alcuni imprenditori: Gaetano e Pantaleone Dentice (società di smaltimento rifiuti Pantaleone Dentice), Alfonso Marsella (Co.Bi.Em che lavora nel settore di industria ed edilizia), Eliodoro Santonicola (imprenditore della Meridionale Alimenti) e Antonio De Blasio (industria siderurgica Aurubis Italia spa).  

Meridionale Alimenti è accusata di "sversamento di acque reflue industriali nella rete fognaria del consorzio Asi e nel torrente Cardogneo".

Alla Co.bi.em. è contestato il trattamento abusivo di un cumulo di materiale bituminoso, alla "Dentice Pantaleone" di aver provocato esalazioni maleodoranti "oltre il limite della tollerabilità per i residenti che abitano nei dintorni".

De Blasio della Auribus Italia avrebbe scaricato "acque reflue nel Torrente Rio Vergine senza autorizzazione”.

Che succede ora?

Gli indagati ora avranno venti giorni per presentare memorie difensive o chiedere di essere ascoltati dagli inquirenti. E così provare a chiarire la loro posizione, dimostrando di non aver commesso alcun illecito. Poi i magistrati, coordinati da Cantelmo, decideranno se chiedere il processo.

Le denunce dei cittadini 

L’indagine della Procura di Avellino ha preso spunto dalle denunce di residenti e comitati ambientalisti della Valle del Sabato. In più occasioni hanno parlato di puzza insopportabile soprattutto nelle ore serali. Un ruolo decisivo, nell’attività di denuncia, è stato svolto dal comitato Salviamo la Valle del Sabato. L’ente, guidato da Franco Mazza, ha portato avanti anche una campagna contro l’inquinamento della zona. E si è battuto per spingere l’Asl ad attivare il registro tumori. Per vedere se le malattie oncologiche fossero più sviluppate nel territorio di Pianodardine. Tristemente celebre anche per la presenza dell’Isochimica. Fabbrica dove gli operai scoibentavano l’amianto a mani nude. E per questo hanno contratto malattie gravi ai polmoni.