Aste giudiziarie, i penalisti: bisogna tutelare gli indagati

La Camera Penale nel giorno dell'astensione: la Stampa deve osservare gli omissis

Avellino.  

Gli avvocati penalisti incrociano le braccia nel giorno della protesta contro la prescrizione. Anche le toghe irpine questa mattina si sono confrontati sulla norma, ma è stata anche occasione per fare un bilancio delle loro attività.

«Questa conferenza stampa per spiegare le ragioni dell’astensione che è cominciata lunedì e che si protrarrà fino a venerdì di questa settimana. Una protesta di carattere nazionale - ha detto il presidente della Camera Penale Irpina Luigi Petrillo  -  e siccome in occasione della precedente astensione di novembre, qualcuno ha pubblicato articoli nei quali ha parlato di doppia faccia degli avvocati, di una doppia morale degli avvocati, perché ha ritenuto che questa iniziativa fosse strumentale, abbiamo deciso di convocare stavolta una conferenza stampa per spiegare le ragioni della nostra protesta e per informare i cittadini, i nostri concittadini che questa astensione ha uno scopo fondamentale, quello di protestare per una legge che si appresta ad entrare in vigore il primo gennaio che hanno dei guasti insanabili nel mondo della giustizia».

L’avvocato Petrillo ha tracciato un bilancio del nuovo direttivo: «Quest’anno ci ha visto impegnato su molti fronti, su quello dell'edilizia giudiziaria, sul fronte delle carceri e adesso quello della prescrizione. Crediamo che in questo anno abbiamo rappresentato, in qualche modo, un punto di riferimento abbastanza importante per chi svolge la nostra attività professionale e in qualche misura anche per la stampa».

Il penalista fa un accenno anche all’inchiesta sulle aste giudiziarie che vede coinvolti alcuni avvocati.

«Secondo il nostro modo di vedere, quando si tratta della cronaca giudiziaria, bisogna essere oltremodo prudenti. Noi siamo sulla stessa lunghezza d'onda del Consiglio dell'Ordine degli avvocati che ha fatto una serie di comunicati su questa vicenda. A proposito delle modalità con cui questa vicenda giudiziaria è stata trattata dalla stampa, intendiamoci: noi siamo del tutto convinti che la stampa faccia il proprio sacrosanto dovere ed eserciti appieno il suo diritto di cronaca e anzi notiamo che la cronaca giudiziaria in questa città ha fatto un enorme salto di qualità rispetto agli anni precedenti.

Quindi noi dobbiamo parlare con i giornalisti per chiarire che una cosa è l’informazione di garanzia, una cosa è un decreto di perquisizione, altra cosa è una misura cautelare. La differenza la comprendete certamente meglio di me. Quindi, quando si pubblicano le notizie relative informazioni di garanzia, alla perquisizione subita da tizio - caio - sempronio, bisogna sempre premettere che ciò che accade è la manifestazione di una tesi che attende di essere confermati. Il problema è che una vicenda che coinvolge il Palazzo di Giustizia di Avellino, ora che siano coinvolti come destinatari di un'informazione di garanzia o come un decreto di perquisizione dei colleghi è una circostanza che a noi dispiace enormemente.

E tuttavia diciamo che fin quando l'ipotesi dell'accusa non trova una conferma attraverso un passaggio davanti al giudice, i colleghi come tutti i privati cittadini, non possono essere menzionati, nome, cognome, residenza, domicilio e attività sulla stampa, perché credo che l'avvocato, come il medico, come l'imprenditore o qualsiasi privato cittadino, viva di reputazione. E allora, se noi non sappiamo, non c'è questo passaggio che ci dica: il collega è coinvolto in quanto ha commesso un  reato, il tema è molto delicato, me ne rendo conto, però la nostra idea è che la stampa di fronte a questo, ad una semplice ipotesi dell'accusa, debba quantomeno osservare un omissis sulle persone indagate».