Nella giornata dedicata agli scomparsi, la Prefettura apre le porte anche alle associazioni per dare sostegno alle famiglie che non hanno mai perso la speranza.
Un primo tavolo per porre le basi per definire le basi di una programmazione.
«Stamattina non è una riunione per indicare un piano - ha detto il prefetto Paola Spena - è una riunione per le persone scomparse e si svolge in memoria di una donna che è scomparsa oltre venti anni fa e quindi l’obiettivo è quello di sensibilizzare tutti gli attori che sono già compresi nelle pianificazioni, ad uno sforzo ulteriore, perché è vero che anche scomparsi antiche non potranno forse produrre dei risultati, però è vero che le famiglie non devono mai sentirsi abbandonate, devono sapere che siamo sempre e che proveremo comunque a trovare delle risposte. La pianificazione già esiste, c'è una pianificazione consolidata e attenta sulla tematica che vede diciamo muoversi le forze dell'ordine, le associazioni la prefettura l'autorità giudiziaria. Moltissimi sono casi di allontanamenti volontari, altri sono casi riconducibili a patologie, l’obiettivo è anche quello di fare una ricognizione dei numeri sul territorio, che non sono elevatissimi, ma non sono pochi perché i numeri di questo fenomeno in tutta Italia sono comunque significativi. L’attenzione è proprio quello anche sulla base della ricognizione capire se ci sono delle situazioni per cui vale la pena di riattivare una ricerca in che modo anche per scoprire che cosa può essere successo, perché comunque dare una risposta alle famiglie è sempre importante, un'altra ipotesi può essere quella di intesa con le famiglie. C'è stato anche un invito fatto alle amministrazioni comunali in cui ci risulta che delle persone sono scomparse, di valutare anche una accensione con un colore verde di qualche monumento di qualche elemento simbolico per poter dare il segno della speranza. Ecco. Oggi è molto importante la presenza anche delle associazioni perché le associazioni sono l'interfaccia con i familiari e l’obiettivo è proprio quello di non farli sentire soli, fargli sentire accompagnati. Noi abbiamo qualche caso risalente al 2000 dove naturalmente è difficile ragionare».
