“Bastano 500 euro e dopo due giorni la sentenza sta là”, diceva l’avvocato Ciro Gioia del foro di Avellino, in carcere per l’inchiesta per i falsi incidenti, riferendosi al giudice di pace Luigi Esposito di Sant’Anastasia. Secondo la Procura di Roma la somma rappresentava il compenso intascato dal magistrato onorario per ogni causa “favorevole”.
“Esposito è diventato o' meglio amico mio” sosteneva Gioia in un’altra conversazione registrata dagli inquirenti. Negli atti ci sono diversi riferimenti alle tariffe: 600 euro per la persona che metteva a disposizione l’auto che veniva utilizzata per la simulazione dell’incidente, 550 euro il costo di ogni polizza utilizzata per il raggiro.
L’avvocato Gioia spiega a un altro indagato come costruire l’incidente raggirando anche la scatola nera (il sistema Gps installato dalle compagnie assicurative). “Deve andare sul luogo dell’incidente e fare la botta, poi deve andare al pronto soccorso, cioè fare il percorso”. Un sistema collaudato che ha fruttato un milione di euro in due anni di indagine.
Tutti gli indagati potranno replicare alle accuse nell’interrogatorio davanti al gip e gli avvocati difensori potranno impugnare l’ordinanza dinanzi al tribunale del Riesame.
