Cutolo chiede di uscire e Aufiero tuona contro i magistrati

L'avvocato difensore del capo della Nco: c'è troppa inciviltà giuridica

cutolo chiede di uscire e aufiero tuona contro i magistrati
Avellino.  

Sono trascorsi esattamente due mesi da quando Raffaele Cutolo, il capo della Nco, venne trasferito dalla cella del carcere di Parma all’ospedale per gravi problemi di salute. Dopo essere stato curato è ritornato tra le sbarre dove vive ormai da ben 42 anni in regime del 41 bis. Oggi, tramite il suo avvocato, il penalista Gaetano Aufiero, il professore vesuviano chiede di essere scarcerato e di far ritorno a casa. La sua richiesta diventa più incisiva nel momento in cui tra le sbarre si vive la paura di essere contagiati dal Covid - 19. L’istanza di scarcerazione è stata depositata ieri e solo oggi, dopo due mesi di assenza, il fondatore della Nco, che deve scontare diversi ergastoli, ha potuto parlare al telefono con la propria moglie.

«Un uomo che è gravemente malato, a 79 anni, detenuto da 45 in totale isolamento, in questo momento di pandemia, dovrebbe tornare a casa - afferma l’avvocato avellinese -». Aufiero tuona contro il magistrati che non tengono conto della reale criticità delle carceri. «Un altro punto è l’inciviltà giuridica che regna in questo momento. Io, che sono difensore di Cutolo non posso andare al carcere di Parma perché da due mesi non ci si può muovere per il rispetto del Decreto anti Covid. Mentre ai detenuti ordinari è consentito di chiamare al telefono parenti e avvocati, per i 41 bis non c’è mai stata possibilità. Solo oggi, per la prima volta dopo due mesi e mezzo, la moglie di Cutolo, Immacolata Jacone, si reca dai carabinieri di Ottaviano per poter parlare con il marito.

Questa è la situazione giuridica che è alla base del 41 bis delle carceri italiane e che molti magistrati e politici preferiscono ignorare, anzi -  incalza Aufiero - preferiscono parlare di cretinate. A cominciare dal procuratore nazionale antimafia che l’altro giorno ho sentito discutere sulle situazioni dei penitenziari, dove, secondo lui, non esiste il problema contagio da Covid -19. Mi dispiace dirlo - ribadisce Aufiero - ma ho ascoltato solo cretinate, tutti farebbero bene ad informarsi cosa accade veramente nelle carceri”.

 Dopo la nota del Dap che sottolinea le criticità delle carceri sono state tante le istante degli avvocati dei boss rinchiusi nelle celle che chiedono di uscire per paura del virus, di contro però ci sono i magistrati che lanciano l’allarme. Sono in tanti a segnalare i rischi della scarcerazione dei criminali, un’emergenza sollevata principalmente dal magistrato antimafia Catello Maresca che afferma: “La lotta alla criminalità ha fatto un salto indietro di almeno trent’anni”.

E Aufiero lancia stoccate anche a Maresca e dice: “Ebbe a dire qualche mese fa, durante un incontro pubblico, che i delinquenti hanno una deformazione del Dna, rispetto a questo dico che trovo difficile commentare e aggiungere altro, ma credo che anche il dottore Maresca, prima di parlare farebbe bene a informarsi di che cosa è realmente il 41 Bis».