Ossigeno negato agli ammalati, l'odissea di un 91enne

Dal Cup ad Ariano: "Non abbiamo date disponibili". Nel frattempo? Si può anche morire...

Ariano Irpino.  

 

Ha 91 anni, è allettato ma il suo calvario non è solo lo stato precario di salute in cui versa, ma la mancanza di adeguati strumenti salvavita, frutto di una burocrazia, di una macchina lenta e come sempre della scarsa attenzione verso l'ammalato da parte di chi dovrebbe invece mettere al primo posto il rispetto e la tutela di quest'ultimo. Per l'ossigenoterapia in Valle Ufita, bisogna elemosinare aiuto.

Ecco cosa è accaduto ad un anziano di Grottaminarda, che preferisce restare nell'anonimato. II racconto di sua figlia ha dell'incredibile: "Quello che sto per dire non riguarda solo Grottaminarda ma l'intera provincia di Avellino. Purtroppo mio padre allettato è sottoposto ad ossigenoterapia 24 ore su 24. Paradossalmente la nostra sanità ci intima di rinnovare l'autorizzazione all'ossigeno ogni tre mesi (come se da tale malattia si potesse guarire). Sto cercando di prenotare la visita richiesta come da prassi tramite Asl. Oltre al fatto che ogni trimestre ho bisogno della raccomandazione perché puntualmente la visita viene fissata circa un anno dopo la scadenza, ieri mattina al Cup mi è stato risposto che non ci sono più date disponibili. Alla mia richiesta all'operatore di assumersi le proprie responsabilità su quanto mi stava riferendo, chiarendo che senza ossigeno si può morire, l'addetta ha ritenuto opportuno chiudermi il telefono e non rispondere più. A settembre dove reperirò l'ossigeno? Mio padre cosa deve fare a questo punto, morire? Qualcuno mi dia una risposta." 

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Gianni Vigoroso