Mazzetta da ottomila euro per entrare nella polizia penitenziaria

Il denaro consegnato nel sindacato a Monteforte: così sarebbe diventato un agente

mazzetta da ottomila euro per entrare nella polizia penitenziaria
Avellino.  

Sono stati sorpresi lo scorso 22 maggio proprio durante il passaggio di denaro nella sede di un sindacato che si trova a Monteforte Irpino (Avellino), alcuni degli indagati coinvolti nell'inchiesta del pool anticorruzione della Procura di Napoli (sostituto procuratore Mariella Di Mauro) che ha portato ieri all'esecuzione di cinque misure cautelari. Ottomila euro con i quali G.B., 25 anni, avrebbe potuto diventare idoneo all'arruolamento nel corpo della Polizia Penitenziaria nonostante avesse difficoltà al riguardo.

La circostanza emerge dall'ordinanza di custodia cautelare con la quale il gip di Napoli Federica Colucci ha disposto i domiciliari per il 25enne e per altre due persone ( il suocero di G., e per M. P., funzionario del Dap) e l'arresto in carcere per E. S. e M. R., rispettivamente sovrintendente capo coordinatore e assistente capo coordinatore, entrambi in servizio presso l'Ufficio Sicurezza e Traduzioni del Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria che ha sede nel Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli.

Ai due, che avevano ricoperto incarichi sindacali, ritenuti dagli inquirenti, e anche dal giudice, "adusi a chiedere somme di denaro a genitori che cercano di garantire l'arruolamento dei figli nel Corpo della Polizia Penitenziaria" viene contestato il reato di corruzione e anche l'associazione a delinquere. Il sospetto e', ovviamente, che quello finora emerso sia solo la punta dell'iceberg. Gli investigatori della Penitenziaria hanno intercettato le conversazioni tra gli indagati e scoperto la vicenda raccogliendo importanti elementi probatori nei loro confronti come l'ambientale, registrata il 5 maggio 2021 in cui gli indagati hanno concordato gli interventi per agevolare i candidati nel superamento delle prove fisiche.

Lo stesso giorno, in un'altra conversazione, si parla delle modalita' e dei tempi per il versamento del denaro da chiedere al candidato: "...veniamo subito al dunque, senza che facciamo giri di parole... qua per questo servizio vogliono qualcosa... 8mila euro.. quattro di loro fanno 2mila euro ciascuno... questo e' un treno che si deve prendere e non si puo' perdere...".

Dalle analisi delle chat presenti sui cellulari, inoltre, emerge che gli incontri tra gli indagati avvenivano anche negli uffici del Tribunale di Napoli.