Maltrattata per anni: "Finalmente sono uscita da un incubo"

Le dichiarazione della giovane madre, attraverso il suo avvocato Cinzia Capone di Mirabella Eclano

maltrattata per anni finalmente sono uscita da un incubo
Avellino.  

Un incubo che fortunatamente è terminato con un lieto fine. Finalmente una giovane donna di un comune dell'hinterland avellinse, è riuscita ad uscire dall'angoscia della sua vita matrimoniale fatta di maltrattamenti, soprusi e aggressioni fisiche e verbali da parte del suo ex marito. Ora è serena e ha tanta voglia di vivere una vita normale, senza la paura di dover ritornare a casa e di ritrovare quell’uomo violento. Le aggressioni purtroppo avvenivano anche davanti ai figli che spesso e volentieri subivano i litigi familiari, vivendo anche loro in un clima di tensione. Ma ora non c’è più alcuna paura.

La giovane madre, grazie all'aiuto e alla professionalità dell'avvocato Cinzia Capone di Mirabella Eclano, che l’ha seguita passo passo e incoraggiata, è riuscita ad avere il coraggio di denunciare. Accanto al suo avvocato, infatti, ha seguito i suoi consigli e le sue indicazioni per  formulare innanzitutto un esposto alla Procura e ai carabinieri. Immediatamente ha ottenuto l'attivazione del codice rosso e dal gip del tribunale di Avellino l'applicazione al suo ex della misura del divieto di avvicinamento alla sua persona. Oggi la giovane madre, non solo ringrazia il suo avvocato che l’ha convinta a denunciare dopo anni di maltrattamenti, ma lancia anche un messaggio importante a coloro che si trovano nella sua stessa condizione. 

«Finalmente mi sento sicura e protetta. Da oggi che ho ottenuto giustizia penso soltanto che mi sono rivolta solo quest'estate al mio avvocato, che ringrazio di cuore, lo avessi fatto prima! Oggi vivo una vita nuova, soprattutto posso dare un futuro felice ai miei figli che amo più della mia vita e che hanno vissuto con me tutto il dolore che quell’uomo ci ha causato».
L’ex marito, un 40enne del posto, ora non potrà avvicinarsi alla donna, alla casa coniugale e ai luoghi abitualmente frequentati da lei. Per l'imputato la misura penale cautelare coercitiva e obbligatoria del divieto di avvicinamento alla giovane donna, persona offesa.