Accusati da un commerciante di estorsione e minaccia, resta in carcere anche il 22enne Claudio Ferrante arrestato la settimana scorsa insieme al 25enne Alessio Romagnuolo. Il gip Francesca Spella, in seguito all’interrogatorio di garanzia, ha ritenuto di confermare la misura cautelare e la detenzione in carcere. Ma il giovane avellinese, affiancato dai suoi legali Valeria Verrusio e Gerardo Santamaria, si è difeso davanti al gip, chiarendo il motivo preciso per il quale si era recato al locale del centro avellinese. Naturalmente ha respinto ogni accusa. Ma nonostante ciò, al momento resta in carcere. Gli avvocati Verrusio e Santamaria, questa mattina, hanno presentato il ricorso al Riesame per rivalutare la sua posizione.
Nell’ordinanza firmata dal gip Spella sono descritte le dinamiche delle vicende che si sono verificate nel giro di pochi giorni e che si collegano anche con la sparatoria avvenuta il 19 ottobre scorso (qualche giorno dopo la denuncia di estorsione) ai danni di Romagnuolo. Tutto ha inizio dalla denuncia del titolare del locale di via Cannaviello, che chiama il 112 perché nel locale si sono presentati i due giovani (Romagnuolo e Ferrante) che in realtà chiedono di un altro dipendente, addetto alla sicurezza, che in quel momento non è presente. E’ con lui che vogliono avere a che fare. E’ lui il vero obiettivo.
I due chiedono al titolare dove fosse il ragazzo. Ma da qui nasce una discussione. Gli animi si scaldano e -come descritto nell’ordinanza- i due giovani cominciano a minacciare l’uomo e avanzare richieste di denaro con minacce anche di morte. “Tu a domenica non arrivi, sappiamo pure chi è tua figlia…”. Dopo qualche giorno invece è Romagnuolo che chiama i carabinieri per denunciare che sotto la sua abitazione sono stati esplosi diversi colpi di pistola. La sparatoria resta ancora un mistero e sulla quale ci sono ancora indagini in corso, mentre dopo qualche giorno è lui stesso a finire in carcere con le gravi accuse di estorsione.
