Aste ok, colpo di scena: forse liberi alcuni imputati

Ignorati gli effetti di un decreto di archiviazione che scagionava alcuni indagati

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Avellino.  

Colpo di scena questa mattina all’aula bunker di Poggioreale, luogo in cui si è tenuta la seconda udienza del processo nato dall'inchiesta "Aste ok" del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Avellino e il Nucleo Pef delle Fiamme Gialle di Napoli che hanno indagato su questo nuovo filone di illeciti che vede protagonista il Clan Partenio

Indagine che ha portato all'imputazione di 22 persone con l’accusa, a vario titolo, di associazione finalizzata alla turbativa delle aste fallimentari presso il Tribunale di Avellino, alla tentata estorsione e all’intestazione fittizia di beni.

L’avvocato Gaetano Aufiero ha presentato al Tribunale un’opposizione nella quale si rilevano asseriti errori procedurali. In pratica si tratterebbe di omissioni nell’applicazione della procedura penale di rinvio a giudizio omettendo di dare corso a un decreto di archiviazione prodotto in ambito di indagini preliminari e incredibilmente ignorato all’atto del rinvio a giudizio. Questo avrebbe significato per alcuni degli imputati di finire comunque sotto processo nonostante la loro posizione fosse stata archiviata.

Secondo Gaetano Aufiero, ciò renderebbe molti atti del rinvio a giudizio nulli o da rifare. Come conseguenza potrebbero essere rimessi in libertà molti degli imputati accusati, ricordiamo, di aver alterato l'esito delle aste giudiziarie del Tribunale, alle volte sia promettendo agli esecutati di rientrare in possesso del proprio immobile in cambio di un corrispettivo in denaro, sia minacciando gli interessati ai beni di far andare deserte le procedure. 

Tra questi, anche Pasquale Galdieri, detto O' milord, suo fratello Nicola e Damiano Genovese.

In difesa dell’imprenditore avellinese ingegnere Gianluca Formisano, l’avvocato Carlo Taormina ritiene che sia stata «un’udienza ricca di problematiche giuridiche che possono decidere il processo. Sono in giuoco le intercettazioni telefoniche che costituiscono l’essenziale del materiale probatorio e se dovessero essere dichiarate inutilizzabili, salterebbe il processo - ha detto - Un confronto davvero altissimo e raffinato tra l’accusa rappresentata da un magistrato della levatura di Henry John Woodcock e i difensori. Il tribunale si è riservato la decisione alla prossima udienza per il 4 febbraio».