Avellino, imprenditore muore schiacciato da pannelli di cartongesso: il processo

Stamattina in aula il medico legale e il consulente della Procura per accertamenti sulla sicurezza

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Avellino.  

Prosegue il processo per stabilire le dinamiche che hanno portato alla morte di Emilio Merlino, 60 anni, imprenditore edile rimasto schiacciato dal peso di alcuni pannelli di cartongesso, mentre era intento a caricarli su un camion, il 30 aprile del 2018.

I due titolari della ditta di materiale edile in cui è accaduta la tragedia, S. P. e S. N., difesi rispettivamente dagli avvocati Francesco Saverio Iandoli e Carmine Freda, sono attualmente imputati nel processo con l’accusa di concorso in omicidio colposo, per aver determinato per colpa specifica e generica la morte, in quanto amministratori dell’impresa nel cui piazzale sono state svolte le operazioni di carico della merce che poi ha determinato l’infortunio.

I familiari di Merlino, invece, si sono costituiti parte civile, rappresentati dall’avvocato Alberico Villani.

Dalle indagini svolte dal Viceprocuratore Luigi Iglio e a seguito della perizia autoptica del medico legale Lamberto Pianese, acquisita questa mattina in aula, è emerso che proprio il peso dei pannelli provocò uno schiacciamento del torace, oltre a un’emorragia cranica che determinò il coma. Coma dal quale Emilio Merlino non si sarebbe più svegliato.

Ascoltato anche il consulente della Procura, l’ingegnere Lima, che ha chiarito la dinamica dell’infortunio e le responsabilità che ne sono derivate. Dalla consulenza è emerso, infatti, che nonostante ci fosse agli atti la valutazione dei rischi per i dipendenti, mancava quella per gli occasionali acquirenti, che caricavano i materiali sui propri mezzi.

La prossima udienza è prevista per il 17 maggio 2022, data in cui sarà escusso il secondo imputato, insieme ai testi della difesa, tra cui un dipendente che sarebbe testimone oculare.