In aula questa mattina per il processo a carico di dieci, tra medici e infermieri dell’ospedale Moscati di Avellino, imputati per l'omicidio colposo di Alessio Sanseverino, il 35enne di Mugnano del Cardinale, affetto da tetraparesi spastica e costretto su una sedia a rotelle dopo un grave incidente stradale, morto dopo un ricovero di routine l'11 gennaio del 2019.
Alessio si era recato in ospedale qualche giorno prima del suo decesso per un intervento programmato di sostituzione dell'apparecchiatura adibita alla somministrazione di un farmaco salvavita.
Dopo qualche ora aveva cominciato non sentirsi bene. Gli era salita la febbre e le sue condizioni si erano improvvisamente aggravate. Da qui il trasferimento al reparto di Rianimazione, dove poi il suo cuore aveva smesso di battere.
Dinanzi al giudice questa mattina sono stati escussi il compagno di camera di Alessio in ospedale - che ha raccontato l'ultimo giorno del ragazzo - e il neurochirurgo nominato dalla Procura per la consulenza medica che afferma in aula che i sintomi accusati da Alessio a seguito della sostituzione della pompa di somministrazione del farmaco erano chiaramente riconducibili a una crisi d'astinenza dallo stesso, aggravati da una terapia prescritta dai medici che, a suo avviso, non ha fatto altro che accelerare il momento della morte.
Avellino, in aula per la morte di Alessio: medici imputati per omicidio colposo
Hanno reso testimonianza il consulente medico e il compagno di stanza
Avellino.
