«Subito le dimissioni del ministro Marta Cartabia, del direttore e comandante del penitenziario di Avellino, la politica si assuma responsabilità enormi sui problemi del carcere. Ci va giù duro Aldo di Giacomo, segretario del sindacato di polizia penitenziaria SPP, dopo l’evasione del marocchino radicalizzato islamico dal carcere di Avellino e catturato nei giorni scorsi a Metz in Francia. Di Giacomo ha già scritto al ministro della giustizia per chiedere le dimissioni dei vertici della casa circondariale di Bellizzi. «Il carcere Avellino rappresenta il fallimento del sistema penitenziario, dal 2013 ad oggi sono evasi otto detenuti, solo nel 2013 4 insieme e l’anno scorso altre due evasioni. Noi dobbiamo garantire discontinuità ad un sistema che ne ha bisogno, il direttore del carcere Avellino, persona bravissima, ma dirige il carcere dal 2013. In una situazione del genere un segnale di discontinuità per le organizzazioni criminali potrebbe essere un segnale molto molto importante». Sullo sfondo resta anche un problema legato alla carenza di personale e ad Avellino come nel resto d’Italia nelle prossime settimane sono in arrivo rinforzi. «La carenza c’è ed è marcata, su questo l’amministrazione sta intervenendo anche su nostra iniziativa, nel mese di marzo arriverà del nuovo personale presso la circondare di Avellino, però quando ci sono le difficoltà si affrontano cercando di razionalizzare al meglio il personale a disposizione». Intanto, continuano le indagini per la ricerca dell'altro evaso dal carcere. Le forze dell'ordine dovranno innanzitutto ascoltare il marocchino per riuscire a capire se davvero ci fosse stato un basista che abbia potuto aiutare i due detenuti a scappare e portarli in un luogo sicuro.
Di Giacomo: "Il carcere di Avellino è il fallimento del sistema penitenziario"
La denuncia del segretario generale SPP Di Giacomo in visita a Bellizzi dopo la cattura dell'evaso
Avellino.
