Dipendente denuncia la Comunità montana dove lavora

L'esposto per omissione di atti d'ufficio e danni

Avellino.  

Ha denunciato la Comunità montana presso la quale lavora. E la storia di Enzo Vena, dipendente della Comunità Montana Terminio Cervialto che ha presentato questa mattina ai Carabinieri del Comando di Montella, un esposto con il quale, chiedendo di preservare il proprio diritto al lavoro, presenta formale denuncia all'Ente per omissione di atti di ufficio e danni.

“Vista l’attuale situazione economico-finanziaria a dir poco drammatica, che sta attanagliando questo Ente da oramai diversi anni e che, oltretutto, si sta riversando principalmente sui dipendenti a tempo indeterminato, (…) si vuole ribadire con forza che è giunto il momento di impegnarsi in modo massiccio con tutte le forze, ognuno per la propria competenza affinché si possa alleviare e magari eliminare questa sofferenza che oramai non lascia tregua da oltre 5 anni”. E quindi continua: “La situazione è diventata paradossalmente ridicola ma nel contempo pericolosa nella sua drammaticità, l’Amministrazione da una parte dichiara con atti deliberativi personale in soprannumero e in eccedenza dall’altra convenziona e dà incarichi a personale esterno per fare l’ordinaria amministrazione camuffandoli con la dicitura di alta specializzazione a supporto dei RUP i quali poi però percepiscono anche l’incentivazione (L. 109/94) per gli stessi lavori”.

Ancora nel suo lungo esposto Vena lamenta incongruenze riguardo agli straordinari. E ribadisce “non si liquidano le spettanze ordinarie (Stipendi), siamo arretrati per alcuni stipendi del 2012 e 2013 oltre alla tredicesima 2014 e per il 2015 non ne abbiamo percepito nemmeno uno”. 
Per tutelare il diritto al lavoro, dunque, Vena rivolge il suo intervento “a tutti gli organi di competenza (Presidente del Consiglio, Ministero dell’Interno, Regione Campania, Prefettura, alla Magistratura per il tramite del Comando dei Carabinieri di Montella, a tutti gli organi politici ed istituzionali della Comunità Montana per il tramite del Segretario Generale affinché siano a conoscenza, una volta per tutte, del grave e drammatico disagio che si sta vivendo e delle possibili conseguenze civile e penali che potrebbero scaturirne, invitando e sollecitando ognuno per il proprio ruolo di competenza a mettere in pratica tutti quegli atti necessari che il caso richiede per risolvere questo annoso problema”. E infine chiede alla Procura della Repubblica di “disporre gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti esposti valutando gli eventuali profili di illiceità degli stessi”.  

 

redazione