di Paola Iandolo
Tre anni e 4 mesi: questa la condanna inflitta a Suor Bernardette per chiudere i conti con la giustizia per il furto dell'oro votino nelle parrocchie irpine. Per Suor Bernardette, presente anche stamane in aula, affiancata dai suoi legali, gli avvocati Corrado Cocchi e Giovanni Bartoletti, è stato ratificato il patteggiamento concordato con il pm la scorsa settimana. La 46enne, di origini indonesiane è accusata di furto aggravato e ricettazione.
Ammesso alla costituzione della parte civile il vescovo Sergio Melillo insieme ai nove parroci di Bonito, Castel Baronia, Savignano Irpino, San Sossio Baronia, Ariano Irpino, Carife, Zungoli, rappresentati dall'avvocato Carmine Freda. Il comitato di cittadini di Bonito, che la scorsa settimana aveva chiesto di costituirsi parte civile, non è stato ammesso.
La donna è accusata di aver sottratto oggetti votivi, oro e preziosi provenienti da più parrocchie della Diocesi di Ariano e Lacedonia nelle quali lei era la madre superiora della Congregazione delle suore dello Spirito Santo. Lei ha sempre sostenuto che sarebbe stata indotta a farlo perchè plagiata, da un uomo che vive all'estero, di cui non si conoscono le generalità. Una brutta storia per la quale era finita agli arresti domiciliari, ora è all'obbligo di dimora a Roma.
Secondo gli inquirenti, la suora avrebbe fatto sparire preziosi ed oro votivo che avrebbe girato a terze persone in cambio di soldi. Stando alle indagini la suora avrebbe avrebbe venduto i giorielli preziosi ad un comproro ed un gioiellerie, nel marzo 2024 ottenendo circa 34.500 euro. Soldi che avrebbe poi trasferito in Indonesia, a favore di terzi e non per uso personale, utilizzando indebitamente i documenti di identità di cinque persone. L'importo totale trasferito in Indonesia si aggira intorno ai 94mila euro.
