Quando il tempo è davvero un tiranno, e pure un secondo può essere fatale. Quando il destino non può non deve barare perché c'è ancora un futuro davanti. E allora che ci si rende conto di quanto sia preziosa la vita e ogni suo battito. E ogni battito non deve perdere quel ritmo vitale scandito dal tempo come un metronomo.
È accaduto una volta qualche anno fa. Correva il 15 giugno 2021. Un'auto che sfreccia per dare la vita e nuove chances e il destino che si mette di traverso e la ferma come per un maleficio. Ma la vita si sa ha fretta, e il cuore non può, non deve rallentare i suoi battiti.
La triste vicenda del cuore bruciato e la morte assurda del piccolo Domenico ci riporta alla mente una storia rocambolesca, fortunatamente a lieto fine di cinque anni fa.
L'auto medica in panne lungo l’autostrada Napoli-Bari con all’interno un organo da trapiantare urgentemente, l’equipe sanitaria in enorme difficoltà, il panico, i minuti che avanzano e poi finalmente un sospiro di sollievo all’arrivo della Polizia.
Un intervento di quelli salvavita, che vide in prima linea l'allora ispettore superiore della polizia di Stato, oggi in pensione, Armando Mirra. Una grande tempestività di azione, impegno profuso e professionalità.
Fu proprio il comandante della sottosezione polizia stradale di Grottaminarda Armando Mirra a dirigere e coordinare un’attività di soccorso pubblico sull’A16, al kilometro 105 direzione Napoli, nel territorio del comune di Vallata, insieme all’assistente capo Roberto Barrasso. Un intervento che consentì di prestare un provvidenziale e prezioso ausilio, a cinque medici rimasti bloccati con il loro mezzo di soccorso, mentre trasportavano un organo da trapiantare all’ospedale Cardarelli di Napoli, contribuendo a salvare una vita umana.
Il racconto di quel giorno rocambolesco:
Tutto è partito da una telefonata, all’operatore di giornata l’assistente capo Roberto Barrasso, da parte di un medico chirurgo dell’ospedale Cardarelli di Napoli, il quale faceva richiesta di un carro attrezzi in quanto era rimasto in panne con l’auto medica, pochi metri prima dal casello di Vallata in direzione Napoli.
L’operatorio sanitario informava la polizia che, insieme ad altri quattro suoi colleghi, stava trasportando un organo umano, nella circostanza un fegato, prelevato nella nottata all’ospedale di Bari e diretto presso il reparto di chirurgia dell’ospedale Cardarelli di Napoli.
Consegna che doveva essere effettuata in tempi brevissimi, al fine di non compromettere la vitalità dell’organo e di conseguenza la buona riuscita dell’intervento da effettuare con immediatezza.
Intuita l’importanza vitale e la delicata situazione di emergenza, il poco tempo restante, il caldo afoso della giornata e l’impossibilita che l’organo potesse arrivare integro nel caso dell’intervento di un carro attrezzi, vista la notevole distanza verso Napoli, l’ispettore Mirra a bordo dell’auto di servizio insieme al collega Barrasso si recavano sul luogo dove era stata segnalata l’auto in avaria. Una lotta contro il tempo. I poliziotti non perdono un solo istante. Gli organi umani sono in grado di sopravvivere solo poche ore dopo il prelievo. Vi era il serio timore che con il passare del tempo sarebbe potuta subentrare la necrosi dei tessuti e la morte dell’organo stesso.
Pertanto, visto che un ulteriore ritardo avrebbe potuto compromettere il trapianto del fegato, già programmato presso l’ospedale napoletano, due dei cinque medici, preposti alla successiva preparazione dell’organo per il trapianto, venivano fatti salire a bordo dell’auto di servizio con la valigetta frigo contenente il fegato.
La partenza rapida alla volta di Napoli, con arrivo al Cardarelli in tempi record. Organo finalmente a destinazione tra la felicità dei medici che in un primo momento avevano temuto il peggio, dando per compromesso l’arrivo incolume dell’organo, viste le condizioni della tratta autostradale, la presenza di numerosi cantieri, scambi di carreggiata con incolonnamenti ed il traffico quasi fermo presente sulla tangenziale di Napoli.
