di Paola Iandolo
Ottenevano soldi per far superare la prova selettiva del concorso per il TFA (la specializzazione nell’insegnamento di sostegno) bandito dall’Università di Cassino: sono state chiuse le indagini per trenta indagati. Quattro gli irpini - residenti ad Avellino, Montoro e Atripalda - che hanno ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini insieme altri indagati. A scoprire il giro di mazzette per avere in anteprima le domande della prova selettiva del luglio 2023 la Guardia di Finanza e la Procura di Cassino.
Lo scandalo è scoppiato a gennaio 2025 quando sono scattati gli arresti per due docenti dell’università di Cassino ed il titolare di una scuola privata di formazione con sede a Sora, mentre un direttore dell’ateneo è indagato. Le accuse - mosse a vario titolo nei loro confronti - sono di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio in concorso.
La pubblica accusa sostiene che gli indagati abbiano truccato i concorsi per conseguire il cosiddetto Tfa cioè la specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità. Lo avrebbero fatto in cambio di 15mila euro a candidato, corrisposti in tranche da 5mila euro ciascuna, nell’imminenza di ciascuna delle tre fasi del Concorso bandito per l’anno 2022/2023 dall’Università.
Le indagini hanno riguardato anche altre 23 persone: buona parte di loro sono gli aspiranti concorrenti che avrebbero pagato per superare i test, alcuni sono gli intermediari. Una delle aspiranti partecipanti irpina per superare la prova avrebbe consegnato una mazzetta di circa 5000 euro in cambio della lista delle domande. A quanto pare però nessuno degli aspiranti sarebbe riuscito a memorizzare la liste delle domande, non superando la prova e facendo scattare la restituzione della somma. Gli indagati irpini sono difesi - tra gli altri - dall'avvocato Fabio Tulimiero che ha già fatto richiesta di interrogatorio.
