Una sequenza di immagini, che resteranno per sempre impresse in ognuno di noi. Se vivere in isolamento è triste, morire lo è stato ancora di più.
Defunti andati via senza un addio, il conforto di familiari e amici, senza messe di suffragio.
Riti senza cortei e saluti che hanno messo ancora di più in risalto la nostra misera condizione umana e mortale.
Abbiamo assistito con il cuore pesante alla morte di tante persone. Volti che hanno accompagnato la nostra vita e che non ci sono più. Il virus li ha strappatati all'affetto di tutti. Una generazione sparita per sempre dalla faccia della terra. Chi sopravviverà allo sterminio virulento, ha i dovere di ricordarli. Ariano Irpino in Campania è stato uno dei paesi simboli di questa sciagura.
18 marzo 2020 non è una semplice data, ma il triste simbolo dell’inizio di una delle prove più dure della nostra storia recente, una pagina dolorosa per il nostro Paese e per il mondo intero: la pandemia da Covid19.
"Una minaccia insidiosa, di fronte alla quale medici, infermieri, operatori sanitari e tanti servitori dello Stato si sono spesi senza mai risparmiarsi, garantendo assistenza e sicurezza.
Tra loro, anche le donne e gli uomini della Difesa, impegnati sin dal primo momento a sostenere, aiutare e proteggere la popolazione".
Così il ministro della difesa, Guido Crosetto.
"Oggi rendiamo omaggio a tutte le vittime e ci stringiamo, con rispetto e commozione, alle loro famiglie. La memoria di quanto accaduto e di chi non è più tra noi continui a guidare il nostro impegno".
C'è una targa ad Ariano Irpino, nell'atrio di palazzo di città datata 18 marzo 2021 che resterà per sempre nella memoria di tutti.
"A perenne memoria degli arianesi vittime della nefasta pandemia da Covid-19. Concittadini indifesi di fronte al terribile e sconosciuto virus, morti in solitudine, privati del conforto amorevole dei familiari. L'amministrazione comunale, con questa lapide, vuole ricordare il dramma vissuto dalla città, affinchè nessuno, nel tempo a venire, possa essere dimenticato."
