Gli abusivi: «Sfrattati e umiliati. Trattati come dei mafiosi»

Sebastiano e il dramma di una famiglia sfollata

Avellino.  

Abusivi in rivolta presidiano il Palazzo di Città. Non mollano. Alcuni non lasciano le case e altri la postazione. Il sindaco non li ha ancora incontrati. I dipendenti comunali gli hanno detto che il primo cittadino non c'è e che hanno tempo fino alle ore 18 per allontanarsi. «Siamo davvero esasperati dall'atteggiamento dell'amministrazione che continua a chiuderci la porta in faccia - spiegano -. Eppure gli accordi erano altri. Ci avevano promesso soluzioni alternative e invece ci troviamo improvvisamente in mezzo ad una strada. Il sindaco aveva promesso un alloggio per persone che avevano bisogno come me. Da sei anni aspettavo una casa. Poi la disperazione mi ha portato ad occupare una casa. Ho il 75 per cento di invalidità e mio figlio ha la 104. Tutto il mio incartamento non compare nel mio profilo in comune. Mi sono trovato 30 agenti in casa. Dormo in auto. Non so più cosa fare».

Simonetta Ieppariello