I carabinieri della compagnia di Solofra a seguito di attività d’indagine hanno sottoposto a fermo un 29enne del posto e identificato il presunto complice, un 32enne atripaldese già agli arresti domiciliari per altri fatti criminosi, gravemente indiziati per il reato di “estorsione” ai danni di un altro cittadino solofrano.
Quest’ultimo, in conseguenza del grave stato di vulnerabilità economica in cui si trovava, si era reso disponibile a intestarsi diversi conti correnti e carte prepagate, sulle quali far accreditare ingenti somme di denaro appartenenti ai due malfattori per ricevere in cambio una piccola percentuale all’atto di ogni prelievo effettuato.
In un secondo momento, tuttavia, tali somme sono state segnalate dagli istituti bancari quali proventi illeciti derivanti da truffe. L’uomo, dunque, avendo compreso la natura criminale delle operazioni che era stato convinto a compiere, e volendo interrompere i rapporti con i due malfattori per uscire dal quel sistema di riciclaggio in cui si era suo malgrado ritrovato, si presentava presso la locale stazione Carabinieri per denunciare il sodalizio criminale e le violenze verbali subite, anche con minacce di morte.
Immediatamente scattavano le indagini che, in pochi giorni, attraverso una complessa attività tecnica posta in essere dai militari dell’Arma, facevano emergere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei due rei per i quali scattava rispettivamente il fermo e il deferimento all’Autorità Giudiziaria.
Per tali fatti, inoltre, il Tribunale di Avellino applicava per il 29enne solofrano la misura cautelare del divieto di dimora nel proprio comune.
