Scomparsa Mimì Manzo, oggi la decisione del gup Sicuranza

A cinque anni dalla scomparsa dell’ex muratore, l’udienza per chiarire se si va a processo o meno

Avellino.  

E' attesa a breve la decisione del gup del tribunale di Avellino per il rinvio a giudizio degli imputati nell'inchiesta della scomparsa di Mimì Manzo. Tre indagati, tra cui la figlia Romina Manzo, accusata di favoreggiamento personale, e Alfonso Russo, insieme a Romina, accusato di sequestro di persona in concorso.

Con loro figurano anche Loredana Scannelli,  difesi dagli avvocati Federica Renna e Rolando Iorio.

Questa mattina in aula, oltre agli indagati, anche gli avvocati delle parti. Nicodemo Gentile (difensore della parte civile Lucia Manzo, la sorella):
“Oggi, innanzitutto, chiederemo di poterci costituire come parte civile a nome della sorella, ma è un lavoro che portiamo avanti come team – ha dichiarato -.
E poi sicuramente chiederemo che questa vicenda venga inquadrata da un punto di vista della qualificazione giuridica in modo più corretto, perché a nostro avviso la vicenda è stata in parte sminuita.  Non si tratta di un sequestro di persona, ma di un omicidio. Di questo siamo stati sempre convinti.
Dal 2021 al 2026 possiamo ragionare con una qualificata probabilità di una conclusione che evidenzi un omicidio con distruzione di cadavere.
Riteniamo non corretta l’impostazione data dalla Procura della Repubblica e quindi cercheremo, se tecnicamente possibile in questa fase, di confrontarci con il giudice affinché si possa richiedere alla Procura di modificare il capo d’imputazione. Questo è il nostro obiettivo”.

Davanti all'aula Gup anche la sorella di Mimì, Lucia Manzo:
“Ho solo una cosa da dire: se la giustizia ha letto queste carte, ci faccia almeno capire tutte le incongruenze che ci sono in tutta questa brutta storia.
Non voglio un colpevole a tutti i costi; voglio sapere dove si trova Domenico Manzo e cosa gli è successo quella sera”,

Avvocati Ennio Napolillo e Federica Renna: “Oggi capiremo se il processo inizia finalmente, perché alla scorsa udienza fu rilevata la mancanza della condizione di procedibilità, cioè della querela. Se stamattina questo vuoto è stato colmato, il processo inizia e capiremo che cosa succederà, soprattutto in base alle scelte che faranno i difensori degli imputati.

Le parole dell'avvocato Dario Cierzo

Dario Cierzo, legale di Alfonso Russo: “Sì, la tensione è altissima, si sente obiettivamente. Ritengo però che il caso del povero Domenico Manzo sia un mistero — la sua scomparsa è un mistero — che non possiamo risolvere mandando a giudizio dei ragazzi che, a mio avviso — parlo ovviamente per il mio assistito — sono assolutamente estranei ai fatti. Noi dobbiamo fare riferimento esclusivamente agli atti, non possiamo fare altro.

Cinque anni di indagini approfondite: la Procura ha svolto un ottimo lavoro, ha fatto tutto quello che doveva fare, ma in cinque anni non c’è un elemento concreto che possa far pensare che Alfonso Russo o l’altra imputata abbiano commesso il sequestro di persona. Non ci sono elementi concreti, nessun testimone, nessuna ripresa delle telecamere, niente che possa far pensare che ci siano prove forti per andare a giudizio”.

Riguardo allo stato d’animo di Russo, Cierzo ha aggiunto: “Russo è relativamente tranquillo. Cinque anni vivendo questa situazione lo hanno reso interrogabile: si è sottoposto a confronti con testimoni che avevano fatto dichiarazioni nei suoi confronti, ha fatto tutto quello che doveva fare. Ripeto, senza anticipare nulla della discussione, gli elementi che ci sono sono davvero deboli. Il fatto che in cinque anni non si sia trovata alcuna traccia, nessun elemento di riscontro delle ipotesi accusatorie, è indicativo. Stamattina, a mio avviso, spero ci sia una sentenza di non luogo a procedere”.