Avellino, spariscono soldi del concordato: chiesti 4 anni e 6 mesi per Sandulli

Attesa la sentenza del tribunale di Avellino

avellino spariscono soldi del concordato chiesti 4 anni e 6 mesi per sandulli
Avellino.  

di Paola Iandolo 

Fallimento della ditta edile “Augusto Picariello”, il pubblico ministero ha chiesto una condanna a quattro e sei mesi di reclusione per Emilio Sandulli (zio di Emilio Paolo Sandulli) accusato di peculato. In aula stamane hanno discusso i suoi legali - gli avvocati Benedetto De Maio e Giampaolo La Sala - che hanno chiesto l'assoluzione per il loro assistito ed evidenziato che le contestazioni sono prescritte. La parte civile è rappresentata dall'avvocato Enrico Matarazzo. Nel pomeriggio è prevista la sentenza del collegio giudicante presieduto dal giudice Sonia Matarazzo. Il caso è stato sollevato dall’avvocato Paola Forcione che difende gli eredi dell’imprenditore Picariello e che aveva presentato una denuncia a seguito della quale il pubblico ministero procedente aveva chiesto l’applicazione di un sequestro preventivo di 1 milione e 300mila euro.

Le accuse 

Importo di cui - stando alla pubblica accusa - se ne sarebbe appropriato il noto avvocato avellinese nominato nel 1989, insieme ad altri due professionisti non indagati, componente del comitato liquidatori. La ditta edile in questione chiudeva con un attivo di un milione e trecentomila, ma il noto professionista, non dichiarava mai chiuso il concordato preventivo, stando a quanto sostenuto dagli inquirenti. Chiusura della procedura di concordato che, alla luce delle voci in attivo, avrebbe riabilitato di fatto la ditta di Augusto Picariello. Nel 2021, dopo vari solleciti anche da parte del titolare dell’azienda, il giudice civile Gaetano Guglielmo, del tribunale di Avellino, provvide a convocare il noto professionista per comprendere le ragioni del suo comportamento sul concordato Picariello. Incontro che andò deserto e dunque il giudice Guglielmo lo rimosse dal suo incarico inviando gli atti in Procura, poiché ravvisò ipotesi di reato nella sua condotta. L’accusa formulata nei confronti del noto legale è di peculato.