Auto fantasma messe in vendita: retata dei carabinieri a contrada Quattrograna

Elicotteri e uomini in divisa hanno eseguito 8 misure cautelari all'alba

auto fantasma messe in vendita retata dei carabinieri a contrada quattrograna

L'inchiesta nasce dal servizio di Luca Abete sul commercio di auto intestate a "teste di legno"

Avellino.  

Blitz all’alba ad Avellino contro un presunto sistema di intestazioni fittizie di veicoli: otto le misure cautelari eseguite dai Carabinieri della Compagnia di Avellino e dalla Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura irpina, su disposizione del GIP del Tribunale di Avellino.

L’inchiesta ipotizza l’esistenza di un’associazione per delinquere specializzata in reati contro la fede pubblica e il patrimonio. Per uno degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, sei persone sono finite ai domiciliari, mentre per un altro soggetto è scattato l’obbligo di firma.

Le indagini sono partite da un furto avvenuto nel Beneventano e hanno ricevuto impulso anche dopo la messa in onda di un servizio televisivo di Striscia la Notizia dedicato al fenomeno delle “auto fantasma”, intestate a prestanome o società inesistenti per sfuggire a controlli e pagamenti.

Secondo gli investigatori, il gruppo sarebbe riuscito a intestare illegalmente circa 200 veicoli a fittizie attività commerciali riconducibili a due componenti dell’organizzazione, inducendo in errore un pubblico ufficiale del Pubblico Registro Automobilistico.

Le vetture, sempre secondo l’accusa, venivano poi utilizzate da soggetti legati ad ambienti criminali, che avrebbero evitato il pagamento di assicurazioni, bolli, passaggi di proprietà, multe, revisioni e pedaggi autostradali, ottenendo così ingenti profitti illeciti. In alcuni casi, i mezzi sarebbero stati impiegati anche per commettere altri reati.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Avellino, si è sviluppata attraverso intercettazioni telefoniche e telematiche, analisi di dati informatici e social network, servizi di osservazione e acquisizioni documentali presso uffici pubblici.

Gli accertamenti avrebbero inoltre portato alla luce una presunta truffa aggravata ai danni dello Stato, della Regione e della Provincia, con un danno economico stimato in circa 140mila euro.

L’operazione si inserisce nel più ampio piano di contrasto ai fenomeni criminali legati alle intestazioni fittizie di veicoli, portato avanti dalla Procura di Avellino e dall’Arma dei Carabinieri per prevenire il radicamento di organizzazioni criminali sul territorio.