Ancora violenza nel carcere di Sant'Angelo dei Lombardi: rissa tra detenuti

Il personale della polizia penitenziaria ha scongiurato il peggio

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Rissa tra detenuti, nella casa di reclusione di Sant’Angelo dei Lombardi in Irpinia...

Sant'Angelo dei Lombardi.  

All’interno della casa di reclusione di Sant’Angelo dei Lombardi, in provincia di Avellino, si è verificata una violenta rissa tra detenuti.

Secondo le prime informazioni raccolte, l’episodio ha coinvolto detenuti e ha richiesto l’intervento immediato del personale di polizia penitenziaria in servizio per riportare la situazione sotto controllo.

A darne notizia il sindacato Sappe, Sinappe, Uil Pp e Uspp. 

"Durante lo scontro, due detenuti di nazionalità straniera, trasferiti da poco nel carcere Santangiolese provenienti da altro carcere campano hanno riportato ferite tali da rendere necessario il trasferimento d’urgenza presso il pronto soccorso dell’ospedale Moscati di Avellino.

Per la traduzione in pronto soccorso dei due soggetti coinvolti si è reso necessario organizzare la scorta con numero 5 unità di polizia penitenziaria e quindi per ovvie ragioni tale situazione è ricaduta sul già esiguo personale in servizio. Solo con la disponibilità dei colleghi che invece iniziare il proprio turno di pomeriggio (alle ore 16.00) hanno anticipato l’orario di inizio servizio si è riusciti a garantire la sicurezza interna.

Le organizzazioni sindacali esprimono forte preoccupazione per il clima di tensione che si respira all’interno dell’istituto e ribadiscono quanto già più volte ribadito alle varie articolazioni dell’amministrazione penitenziaria:

Potenziare l’organico della Polizia Penitenziaria per garantire condizioni di lavoro in sicurezza, intervenire sulle criticità strutturali e sul sovraffollamento, fattori che alimentano episodi di violenza;

"Chiediamo interventi immediati da parte del provveditorato regionale e dall'amministrazione centrale per tutelare quei pochi poliziotti rimasti e che lavorano ogni giorno in prima linea”.

Le organizzazioni sindacali sottolineano quanto già esplicitato nelle numerose missive precedenti nelle quali si riservavano di intraprendere ogni iniziativa a tutela del personale, ivi compresa la proclamazione dello stato di agitazione.