di Paola Iandolo
E’ stato condannato a 3 anni e quattro mesi di reclusione A.L., consulente finanziario sannita, per i reati di furto pluriaggravato, frode informatica e accesso abusivo ad un sistema informatico, per aver sottratto ad un noto commerciante di Atripalda circa 115mila euro. Ad emettere la sentenza di condanna nei confronti del 49enne, il giudice monocratico del tribunale di Benevento, Simonetta Rotili, al termine di una lunga camera di consiglio. Per l’uomo è scattata anche la condanna al risarcimento del danno nei confronti dei figli del commerciante costituitisi parti civili nel processo e assistiti dall’avvocato penalista Angelo Polcaro e nei confronti dell’istituto di credito per cui lavorava, da liquidarsi in separata sede. Il giudice inoltre, in pieno accoglimento della richiesta avanzata dal legale delle parti civili ha anche disposto a carico di A.L. il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva.
Condanna più pesante
Una pena - quella comminata dal tribunale sannita come peraltro aveva richiesto nel corso dell’arringa finale, l’avvocato Angelo Polcaro - sostanzialmente più pesante rispetto alla richiesta avanzata dal pubblico ministero al termine della sua discussione. Ed infatti la pubblica accusa chiesto la condanna ad un anno e sei mesi di reclusione per il 49enne difeso dall’avvocato Alberico Villani. Ma il giudice, con ogni evidenza, ritenuta la gravità della condotta posta in essere dal consulente finanziario, ha inflitto all’uomo una pena più severa, senza riconoscimento di alcuna attenuante.
La ricostruzione
Il 49enne beneventano, ex dipendente di un noto istituto di credito, approfittando delle precarie condizioni di salute dell’anziano commerciante atripaldese - ora deceduto - affetto da una ingravescente patologia lo avrebbe convinto a porre in essere in più occasioni delle fittizie operazioni finanziarie. In realtà le ingenti somme di denaro, sottratte allo stimato commerciante atripaldese, non venivano investite in alcun modo, ma venivano accreditate su conti correnti di altre persone o su quello personale. Una vera e propria frode ben congeniata mediante un articolato meccanismo, posto in essere dal promotore finanziario, dopo aver carpito la fiducia dei familiari dell’anziano commerciante. Ed infatti A.L., si recava presso l’abitazione dell’anziano commerciante atripaldese, quando entrambi i figli erano impegnati nel lavoro e lo soggiocava facendogli sottoscrivere e autorizzare i bonifici con i quali senza rendersene conto cedeva i suoi risparmi. Il commerciante, affetto da demenza senile, quando venivano poste in essere le operazioni finanziarie incriminate dal consulente finanziario beneventano, era in compagnia della sola badante straniera e dunque lo spregiudicato promotore finanziario aveva gioco facile nel convincere l’anziano a sottoscrivere la documentazione che gli sottoponeva.
Le operazioni incriminate
Due i bonifici incriminati, uno di centomila euro ed un altro di circa novemila euro. Ma la condotta predatoria realizzata dall’imputato, si sostanziava anche mediante l’accesso al sistema informatico al conto on line del figlio del commerciante. Ed infatti, in un’altra occasione, poco dopo la morte dell’anziano, con artifici e raggiri riusciva ad entrare in possesso dei codici di accesso al conto corrente del figlio del commerciante atripaldese dal quale con un bonifico immediato on line, si appropriava di altri cinquemila euro. Somma che A.L. provvedeva ad accreditare sul proprio conto corrente. A rendersi conto dei cospicui ammanchi (circa centoquindicimila euro) proprio il figlio dell’anziano commerciante, quando però ormai era troppo tardi, in quanto le enormi somme di denaro erano già sparite dal conto corrente del padre, nel frattempo deceduto. Il figlio, impegnato anch’egli nello storico negozio di famiglia di Atripalda, provvedeva immediatamente a sporgere denuncia - querela presso i carabinieri di Atripalda dando inizio alle indagini.
Le indagini interne
Al contempo anche la banca per la quale lavorava il 49enne beneventano, resasi conto degli inspiegabili e ingiustificati movimenti di denaro dal conto del commerciante, adottava gli opportuni provvedimenti nei confronti del 49enne, disponendone a seguito di analitici riscontri sulla speciosa vicenda, il licenziamento. Accolta con soddisfazione la sentenza di primo grado dall’avvocato Angelo Polcaro, legale dei figli dello storico commerciante di Atripalda, che così ha commentato il provvedimento: “Il tribunale di Benevento, con questa sentenza ha accolto in pieno le nostre richieste, riconoscendo la penale responsabilità dell’imputato che, senza scrupolo, ha approfittato delle instabili condizioni di salute di un anziano commerciante per frodare lui e la sua famiglia. Una sentenza giusta e rigorosa al contempo che, mi auguro, possa contribuire a porre un argine alle condotte delittuose, in continuo aumento, perpetrate in danno degli anziani.”
