di Paola Iandolo
Restano agli arresti domiciliari i due irpini coinvolti nella vasta operazione contro la pedopornografia online condotta dagli investigatori del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia di Stato di Napoli, coordinati dalla Procura della Repubblica di Napoli, scattata anche in provincia di Avellino ad inizio giugno.
La decisione
I giudici della X Sezione del Tribunale del Riesame di Napoli hanno infatti rigettato l’istanza di annullamento della misura cautelare scattata in sede di convalida dopo l’arresto eseguito dalla Polizia Postale di Avellino. I due sono accusati di aver scambiato e detenuto materiale pedopornografico in centinaia di files. Dopo le perquisizioni , a cui avevano partecipato anche gli agenti della Polizia Postale di Avellino, nei loro confronti era stato convalidato dal Gip l’arresto e applicata la misura degli arresti domiciliari.
L'inchiesta
L’indagine, avviata nel febbraio 2026, ha consentito di smantellare una rete dedita allo scambio e alla diffusione di materiale pedopornografico attraverso piattaforme digitali particolarmente riservate e caratterizzate da elevati sistemi di copertura e anonimato. Gli investigatori, operando sotto copertura negli ambienti virtuali frequentati dagli utenti coinvolti, hanno svolto un lungo e complesso lavoro di infiltrazione online, monitorando diversi canali utilizzati per il caricamento, la conservazione e la condivisione di contenuti illeciti. Attraverso sofisticate attività di digital forensics e analisi informatiche è stato possibile ricostruire le identità digitali degli utilizzatori e risalire alle persone coinvolte.
