L'identificazione della vittima è ormai un dato acquisito, ma il delitto di Luca Esposito resta un'inchiesta ancora lontana dall'essere chiusa. La conferma arrivata dall'esame del Dna mette infatti la parola fine soltanto all'ultimo adempimento formale sull'identità del 53enne trovato carbonizzato nelle campagne di Eboli il 19 luglio scorso. Sul piano investigativo, invece, restano aperti i principali interrogativi: il reale movente dell'omicidio, la dinamica dell'aggressione e l'eventuale coinvolgimento di altre persone.
La Procura cerca il movente e verifica la pista dei complici
La Procura di Salerno, coordinata dal procuratore capo Raffaele Cantone, continua a lavorare su più fronti. Al centro degli accertamenti c'è la posizione del tunisino di 26 anni, detenuto nel carcere di Fuorni con l'accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà. Gli inquirenti stanno verificando se abbia effettivamente agito da solo oppure se nella fase dell'omicidio o in quella successiva, culminata con il tentativo di distruggere il cadavere dandolo alle fiamme, vi sia stato il concorso di altri soggetti.
Gli accertamenti
L'esame genetico, effettuato dal Ris di Roma sul materiale biologico prelevato a una delle sorelle della vittima, ha confermato definitivamente che i resti rinvenuti appartengono al giornalista. Un accertamento indispensabile sotto il profilo processuale, reso necessario dalle condizioni del corpo, nonostante gli investigatori avessero già raccolto elementi fortemente indicativi, tra cui il riconoscimento di un impianto dentale.
L'indagine entra adesso nella fase degli accertamenti tecnici irripetibili, destinati a fornire risposte su alcuni dei passaggi più delicati dell'inchiesta. Per i risultati occorreranno ancora diversi mesi. Particolare rilievo assumono gli esami istologici e tossicologici disposti nel corso dell'autopsia, dai quali i magistrati attendono indicazioni utili a ricostruire l'esatta sequenza dell'azione omicidiaria, stabilendo tempi, modalità e causa del decesso prima che il corpo venisse incendiato.
Le analisi forensi sui telefoni cellulari
Un altro capitolo riguarda le analisi forensi sui telefoni cellulari sequestrati. I consulenti incaricati dovranno esaminare i due dispositivi in uso alla vittima e quello appartenente all'indagato. Dalle conversazioni, dai contatti e dagli spostamenti registrati potrebbero emergere elementi decisivi per verificare l'ipotesi accusatoria della premeditazione, chiarendo se l'incontro tra i due fosse stato pianificato e da chi sia partito il contatto che ha preceduto il delitto.
Il giallo del movente
Gli accertamenti informatici potrebbero inoltre contribuire a verificare il contesto dei rapporti tra vittima e indagato. Negli interrogatori, il 26enne ha ricondotto l'omicidio a motivazioni personali e religiose, sostenendo che Esposito frequentasse un presunto giro di prostituzione maschile nordafricana. Si tratta di dichiarazioni che, allo stato, non risultano ancora riscontrate e che costituiscono uno dei filoni investigativi sui quali la Procura sta concentrando gli approfondimenti.
L'addio a Luca
Con l'esito dell'esame del Dna, l'autorità giudiziaria ha intanto disposto la restituzione della salma ai familiari. I funerali del giornalista saranno celebrati domani mattina, alle 11, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, a Nocera Superiore. Il feretro arriverà intorno alle 9 per consentire ad amici e parenti di rendergli l'ultimo saluto prima della celebrazione, non essendo stato possibile allestire una camera ardente.
L'inchiesta, tuttavia, è destinata a proseguire ancora a lungo. Le prossime risposte arriveranno dagli accertamenti scientifici e dall'analisi del materiale sequestrato, passaggi che la Procura considera decisivi per trasformare le ipotesi investigative in un quadro probatorio compiuto.
