Bomba a Ranucci: attesa sulla richiesta di scarcerazione per i due esecutori

I due, padre e figlio, sono stati sottoposti agli interrogatori per la prima volta dopo due mesi

bomba a ranucci attesa sulla richiesta di scarcerazione per i due esecutori
Avella.  

di Paola Iandolo 

Bomba al giornalista Ranucci: in settimana potrebbe arrivare la decisione sulla richiesta di scarcerazione presentata dai legali di due dei tre esecutori materiali dell'attentato. Dopo nove ore di interrogatorio gli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri - difensori di Antonio Passariello e Pellegrino D’Avino, in carcere dal 30 giugno e accusati di aver eseguito materialmente il primo ed effettuato l'attentato dopo essersi procurati la gelatina da cava - venerdì hanno presentato le istanze di attenuazione e revoca della misura per i due  indagati. La decisione spetta al sostituto procuratore Edoardo De Santis, dopo il parere della Procura di Roma, che li ha interrogati. I due hanno deciso di parlare per la prima volta dopo quasi due mesi dall'arresto.

La loro versione

I difensori di Passariello e D’Avino hanno sottolineato che i loro assistiti hanno risposto a tutte le domande del pm. L’interrogatorio si è incentrato sul mandato ricevuto da Clesio Gomez Tavares. Hanno chiarito che non gli sarebbe stato chiesto di sparare colpi di pistola. Dunque hanno smentito la versione resa dall'imprenditore di origine salernitane. Passariello e D’Avino non avrebbero mai conosciuto Lavitola e neppure l’obiettivo del raid messo a segno il 16 ottobre, l'abitazione di Sigrido Ranucci. “’D'Avino e Passariello hanno avuto rapporti solo con Tavares. Hanno confermato che non volevano far male a nessuno e che non conoscevano Ranucci, né Lavitola" hanno spiegato gli avvocati Pagliarulo e Falconieri. Nelle prossime ore verranno rese delle dichiarazioni spontanee anche l’altra indagata, agli arresti domiciliari, Marika De Filippis. Ora si attendono le valutazioni della Procura sugli esami resi dai due indagati.